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Alessandria: solidarietà e aiuti per i curdi sotto attacco in Siria

Aggiornamento: 2 ore fa

di Alberto Ballerino

 

@Bandiera del TEV-DEM utilizzata dai curdi in Rojava
@Bandiera del TEV-DEM utilizzata dai curdi in Rojava

Ad Alessandria l’associazione Verso il Kurdistan ha avviato una campagna straordinaria di aiuti e di raccolta per i curdi in Siria, attaccati all’inizio di quest’anno.[1] Antonio Olivieri, suo copresidente, spiega cosa è avvenuto. “Il 16 gennaio – dice - la Siria ha firmato un accordo che riconosce diritti veramente minimi per i curdi e poco dopo si  è giunti a un accordo per una tregua di quattro giorni, ma il cessate il fuoco sostanzialmente non viene rispettato. L’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord -Est della Siria (Daanes) è stata attaccata dalle forze militari di Damasco perdendo più di due terzi del proprio territorio. Le milizie siriane hanno posto sotto assedio Kobane, città martire nella lotta contro l’Isis, e il Rojava.[2] Sono state tagliate forniture elettriche e di acqua, impediti i rifornimenti. Il silenzio dei media internazionali ha accompagnato umiliazioni, massacri, sfollamenti, pogrom. Nell’assedio sono morti anche dei bambini. Fatto gravissimo è stato la liberazione dei molti terroristi dell’Isis. A questo punto gli americani, preoccupati, sono intervenuti e hanno deciso di trasferire altri settemila detenuti dell’Isis in Iraq e in Turchia; in realtà, per ora, questa operazione ha riguardato solo circa 150 persone".

Il 26 gennaio però c’è una svolta importante. "Viene – spiega Olivieri – firmata una tregua per 15 giorni. Il 31 gennaio si arriva a un accordo globale che salva i contenuti del confederalismo democratico, la forma di autogoverno curda. Si prevede il cessate il fuoco a tempo indeterminato, il ritiro delle forze dal fronte per garantire la tregua, la riorganizzazione militare territoriale con brigate curde sul luogo come forze regionali locali. Le milizie femminile, osteggiate fortemente da Damasco, continuano a esistere, l’esercito siriano non entrerà nelle città curde e ci sarà un’integrazione generale delle forze di difesa nello Stato siriano con la parte curda autonoma che potrà scegliere i propri comandanti. Accettata l’educazione in lingua madre, la cultura e la cittadinanza, licei e università saranno riconosciuti dallo Stato. Francia e Stati Uniti vengono citati come possibili garanti dell’accordo. Si discute di possibili amministratori curdi nei ministeri”.

Il presidio di solidarietà ad Alessandria
Il presidio di solidarietà ad Alessandria

Un cambiamento davvero repentino, cosa lo ha determinato? “Questo accordo – dice Olivieri - è stato raggiunto grazie anche alla presenza delle altre due forze del Kurdistan iracheno con cui fino a poco tempo fa c’erano dei dissensi e che in pratica hanno minacciato di marciare su Damasco. Importante anche il mutato atteggiamento degli americani che in un primo tempo avevano addirittura chiesto ai curdi di attaccare gli iraniani presenti in Iraq. Ha influito la liberazione dei detenuti dell’Isis con il pericolo che potrebbero ricostituirsi in cellule e colpire anche fuori dal Medio Oriente. Significative le manifestazioni di proteste in Turchia con gente che ha marciato oltre il confine per portare supporto agli abitanti del Rojava. Vanno anche ricordate carovane di tedeschi e di italiani con altre nazionalità per difendere i curdi, fermate e reimbarcate. Ora c’è una stabilità fragile, già più tregue non sono state rispettare e l’accordo attuale non soddisfa Damasco e la Turchia, suo principale sponsor”.


Note

[1] Sabato scorso ad Alessandria si è tenuto un presidio nei giardini davanti a piazza Garibaldi per appoggiare la campagna di solidarietà verso i curdi. Si può dare un sostegno per acquistare e inviare alimenti e generi di prima necessità, richieste espressamente dal Rojava in Siria e da Shengal in Iraq. Per farlo si deve versare il proprio contributo sul conto corrente dell’Associazione Verso il Kurdistan: IBAN IT17 Q030 6909 6061 0000 0111 185 Causale: Campagna straordinaria a sostegno delle popolazioni del Rojava e di Shengal.

[2]I curdi costituiscono un decimo della popolazione della Siria e rappresentano il secondo gruppo etnico del paese. Sono concentrati prevalentemente nelle regioni settentrionali, in Giazira, attorno a Kobanê e ad Afrin. Vaste comunità curde si sono stabilite a Damasco, nel quartiere di Rukneddine, e ad Aleppo dove si sono profondamente arabizzate. Una vasta proporzione dei curdi siriani è apolide. A partire dallo scoppio della guerra civile siriana, la maggior parte delle regioni a maggioranza curda in Siria sono state inglobate nell'Amministrazione autonoma della Siria del Nord-Est. In Curdi - Wikipedia

 

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