SETTIMANA FINANZIARIA. Non dimentichiamo l'industria
- a cura di Stefano E. Rossi
- 13 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
a cura di Stefano E. Rossi

Regole, regole, regole. L’insofferenza nei loro confronti è al massimo. Specialmente se causano il tonfo dei tuoi titoli in borsa. Stavolta, a provocare lo scossone è il dossier Mediobanca-Banca Mps. Si è diffusa la notizia che, chiuse le istruttorie delle istituzioni di vigilanza finanziaria, se ne sta occupando il tribunale. L’ipotesi di reato è aggiotaggio, per la fattispecie di diffondere notizie false o porre in essere operazioni simulate o altri artifizi… Di sicuro i magistrati non avranno vita facile. Sono sotto attacco da tempo immemore e adesso sarà peggio, dato che hanno preso a indagare proprio sulla banca nella quale il MEF (Ministero Economia e Finanza) ha una partecipazione diretta.
Inizia una storia complicata. Una storia molto lunga, che forse ci farà passare l’innamoramento per la finanza che ha entusiasmato il listino di Milano per tutto quest’anno. E tornare a parlare di industria manifatturiera non ci farà male. La nostra, resta l’ottava al mondo e la seconda in Europa, nonostante tutto. A ricordarcelo è l’ultimo rapporto Industria 2025 di Confindustria. La manifattura si conferma un comparto dinamico, con un terzo degli investimenti produttivi complessivi e il 50% della spesa nazionale in ricerca e sviluppo. Inoltre, riveste un ruolo fondamentale nelle esportazioni: oltre il 95% dell’export nazionale.
Inflazione "equivoca"... in Italia
L’inflazione nell’Unione Europea verrà comunicata la prossima settimana e si prevede stabile a +2,1%. In Italia c’è già il dato: cala a +1,2% e sorprende. Anche il carrello della spesa si abbassa un pochino (+1,9%), ma quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto cresce al 2,2%. Ognuno ha la sua inflazione personale e c’è chi ci guadagna e chi ci perde. A chi tocchi il peggio non è dato a sapere, ma si immagina.
Il Pil italiano dell’ultimo trimestre è stato rivisto al rialzo. Passiamo da zero a +0,1%. Meglio che niente, sono tempi in cui è preferibile accontentarsi di poco. La speranza non costa nulla, è vero, ma quella delle due principali categorie socio-economiche procede in direzione divergente. Le indagini di fiducia tra le imprese italiane registrano il miglioramento del morale, da 94,6 a 96,1. Quella delle famiglie invece peggiora da 97,6 a 95. Sono indici divaricanti che ci raccontano di un Paese disorientato.
A Wall Street l'ottimismo è palpabile
Il petrolio greggio, sempre più basso, quota 58,55 bollari al barile. L’oro, sempre più alto, chiude a 4.219 dollari l’oncia (117 euro al grammo). L’argento lo segue, anzi lo sopravanza. Nel mese di novembre è cresciuto del +20%; da inizio anno la risalita è del +93%. Il dollaro, stabile, oscilla intorno a 1,15-1,16 contro l’euro.
La Federal Reserve, la banca centrale Usa, si riunirà il 10 dicembre. Ma i mercati hanno la sfera di cristallo e muovono già il loro tasso. Stanno quotando il Libor a tre mesi, il tasso interbancario sul dollaro, in riduzione di -0,35%. In quindici giorni è sceso da 5,20% a 4,85%. Così facendo, anticipano di due settimane il taglio dei tassi. Lo fanno confidando in una decisione che considerano obbligata alla luce delle debolezze dell’economia, emerse in questi ultimi giorni. Il movimento provoca a Wall Street un palpabile ottimismo, che si estende a tutte le borse.
Piazza Affari rialza la testa. Gli spunti sono pochi, ma qualcosa si riesce a trovare. Stellantis, da qualche tempo, ci sta raccontando belle storie di speranza, non solo con le pubblicità. Nel mese di ottobre, ha aumentato le immatricolazioni in Europa occidentale del +4,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Il Borsino della settimana – rassegna dei migliori e dei peggiori titoli del listino FTSE MIB.
I Tori: Stellantis +8,75%, Prysmian +6,81%,
Gli Orsi: Mediobanca -4,02%, Banca MPS -3,09%.
FTSE MIB: +1,63% (valore indice: 43.357)
Per problemi indipendenti dalla volontà del sito e di chi scrive, la pubblicazione ha subito il ritardo di 36 ore. Ce ne scusiamo con i lettori.













































Commenti