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Un libro per voi: "La saga dei Buccafurri"

La Polizia nella Resistenza. Inediti sulla guerra di Liberazione


di Mattia Fillogatto

 

Anche la polizia ha avuto delle organizzazioni proprie che appoggiarono il movimento di Liberazione dal nazifascismo. È un aspetto inedito e sconosciuto scoperto dal giornalista Gaetano Errigo, nell'ambito di una ricerca storica, e che rappresenta il corpus principale del suo ultimo lavoro, "La saga dei Buccafurri", un piccolo volumetto pubblicato di recente da Città del Sole Edizioni.

L'autore inizia il suo lavoro con l'intento di ricostruire la biografia di Giacomo Buccafurri, calabrese, componente del Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato e giudice relatore nei processi contro Antonio Gramsci, Sandro Pertini e Tito Zaniboni. Ma, in seguito, quasi per effetto transitivo, si troverà ad indagare sulla vita del figlio maggiore del magistrato, Filippo Buccafurri, che, nel 1944, era commissario aggiunto di P.S. presso l'Ufficio Politico della Questura di Roma.

Proprio seguendo le vicende relative al funzionario di polizia che Gaetano Errigo ricostruisce una vicenda che smentisce consolidate convinzioni storiche, ovvero che la polizia sia stata estranea alla guerra di Liberazione. Infatti, nell'immediato dopoguerra, la Commissione per le Ricompense ai Partigiani negò, alla Pubblica Sicurezza, la Medaglia alla bandiera rilevando che i poliziotti che appoggiarono il movimento partigiano lo fecero individualmente e in modo indipendente dal corpo di appartenenza e, il Presidente della Repubblica, pochi anni fa, pur concedendo la detta onorificenza, confermò l'assenza di organizzazioni corporative.

Le ricerche di Gaetano Errigo, invece, attraverso lo studio e il confronto di testimonianze e documenti di archivio inerenti la vita professionale di Filippo Buccafurri, arrivano a ricostruire l'esistenza di una organizzazione, attiva dentro la Questura della Capitale, composta da diversi funzionari di Pubblica Sicurezza che, diretta dal commissario capo Romeo Ferrara, in accordo con il Comitato di Liberazione Nazionale romano e i Padri Pallottini della zona, presterà soccorso ai partigiani attraverso attività di sabotaggio e servizi informativi.

La pubblicazione di Errigo, quindi, seppur minuta, apre l'orizzonte per nuovi studi sulla guerra di Liberazione che, a distanza di oltre ottant'anni, cela ancora molte storie interessanti da scoprire.

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