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Un libro per voi: “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”

a cura di Piera Egidi Bouchard


È un tomo di 655 pagine, questo che – edito ad opera della Fondazione Nilde Iotti  e della sua fondatrice e presidente Livia Turco – sarà presentato mercoledì 13 maggio nella sala della Regina della Camera dei Deputati, oltre che già in molte città d’Italia. Un lavoro veramente epocale, che raduna e presenta, come recita lo stesso titolo “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”. “Il diritto ad avere dei diritti - scrive Livia Turco nell’Introduzione – a vederli riconosciuti e concretamente realizzati, richiede anzitutto che i diritti siano conosciuti dai cittadini e dalle cittadine (...). È un compito cruciale di quella cittadinanza attiva che costituisce il nutrimento della democrazia”.

Questo il proposito del libro, giunto ora alla sua terza edizione, che unisce il percorso storico, la cronologia delle leggi e la descrizione dei loro contenuti, con alcune dense relazioni introduttive: sul diritto di voto, sulle costituenti, su Nilde Iotti, sul rapporto tra le donne e la Costituzione (Francesca Russo), sulle politiche di genere in Europa (Donata Gottardi). Inoltre sono state ordinate in ordine cronologico le leggi dal 1950 al 2022 (a cura di Livia Turco, Alessandra Tazza, Esmeralda Tyli).

Seguono centinaia di pagine con chiarissime schede esplicative- firmate – che ci permettono di ripercorrere per ciascuna legge la genesi, l’iter di approvazione, il contesto italiano e spesso internazionale in cui si pone. Ritroviamo i nomi di parlamentari e intellettuali a noi note, e siamo in grado dalle loro relazioni di situarci negli avvenimenti e nel dibattito di quei tempi. Vengono anche pubblicate in appositi capitoli le “Schede tematiche” della diciassettesima (2013-2018) e diciottesima legislatura (2018-2022). Quest’ultima è stata una “legislatura difficile e complessa, attraversata da crisi di varia natura- interna, sanitaria, economica – che si sono susseguite e concatenate esercitando una forte influenza sulla produzione legislativa“, come nota nella sua relazione Antonella Incerti. In essa abbiamo assistito alla formazione di quattro governi (Gentiloni, Conte I, Conte II, Draghi). E ricordiamo in particolare il contesto drammatico dell’emergenza Covid.

Oltre ai capitoli di “strategia nazionale  per la parità di genere 2021-2026”, di “bilancio di genere”, “di “Italia per la child guarantee” nel  quadro europeo, alcuni importanti saggi concludono questo indispensabile volume- che dovrebbe essere in ogni biblioteca delle donne che si impegnano in politica .  Innanzitutto i “Lavori della commissione d’inchiesta del Senato sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere” (Valeria Valente). Inoltre uno studio su “Donne e pensioni” (Maria Luisa Gnecchi), uno su “Elezioni e parità di genere” (Rita Palanza) e un capitolo di statistiche, percentuali, nomi e incarichi su “Le donne nel Parlamento e nel Governo italiano”.

 

L'articolo 3 della Costituzione per Nilde Iotti

Ma veniamo all’origine storica di questo fondamentale percorso. In occasione della votazione per l’Assemblea costituente, venne emanato un decreto che prevede, oltre all’elettorato attivo, anche quello passivo (decreto del 10 marzo 1946 numero74), e vennero elette le 21 costituenti (su 556 componenti dell’Assemblea). Fra le elette vi erano: nove appartenenti alle liste della DC, nove a quelle del PCI, due socialiste e una rappresentante dell’Uomo qualunque, che però abbandonò l’incarico. Esse “sono in qualche modo espressione di un’avanguardia del mondo femminile, ma non si ritengono un’élite distante dalla realtà delle donne italiane, né tantomeno delle privilegiate. Anzi, si sentono pienamente interpreti e rappresentanti di quella realtà”.

A cinquant’anni di distanza dall’approvazione della Costituzione, che entrò in vigore il 1 gennaio 1948 , Nilde Iotti – eletta giovanissima a soli ventisei anni tra le 21 – ricorda: “Quasi istintivamente riuscimmo a trovare delle posizioni comuni, conducendo un lavoro prezioso, anche se non molto visibile, all’interno dei nostri gruppi parlamentari per arrivare alla stesura degli articoli fondamentali della Costituzione, che riguardano l’uguaglianza di fronte alla legge, nel lavoro e nella famiglia.”

E in un’intervista radiofonica, alla domanda su quali fossero le conquiste più rilevanti della Costituzione, afferma che esse sono rappresentate dai principi fondamentali, dagli articoli che vanno dal primo all’undicesimo, sostenendo in particolare l’importanza dell’articolo tre: “Il principio di uguaglianza a me sta particolarmente a cuore (...). È la sanzione solenne, costituzionale, dell’ingresso delle donne nella vita politica. Avevano votato per l’Assemblea costituente. La Costituzione con quell’articolo afferma il loro essere cittadini alla pari con tutti gli altri cittadini. Per me è un punto che fa della Costituzione italiana, ancora adesso, una Costituzione moderna”. Concludendo il suo saggio su di lei, osserva Francesca Russo: “Ed è una delle ragioni per cui, nella sua lunga attività di donna delle istituzioni e di legislatrice, Nilde Iotti si è impegnata per la difesa della Costituzione e per la piena realizzazione dei suoi enunciati.”

In conclusione e lascito di questo importante lavoro, sono poste le significative parole del presidente Giorgio Napolitano in una lettera inviata alla Fondazione Nilde Iotti il 23 settembre 2010, che, guardando al futuro delle giovani generazioni, scrive: “Per le ragazze che oggi sentano nascere nel proprio animo il senso della politica e la voglia di fare politica, è bene che l’immagine della politica, anche una volta assurta ai più alti livelli di responsabilità e di autorità, non appaia in nessun modo paludata né chiusa in quel ruolo, coprendo i suoi tratti umani più intimi e profondi. La politica, anche per chi vi si dedichi a pieno tempo, anche per chi possa farne – come un tempo si diceva e accadeva – una ‘scelta di vita’ non può mai diventare un’ossessione totalizzante né imprigionare la persona in una corazza.”


 

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