Sospesi tra buonismo e vendetta con la volontà di trovare una morale equa e giusta
- Antonio Nicolosi
- 13 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
di Antonio Nicolosi*

Atena trasforma in ragno una donna perché l'ha sfidata nell'arte della tessitura. Apollo scuoia vivo un rivale insolente. Ermes pratica il furto di bestiame. Afrodite, abile tessitrice di inganni, tradisce il marito con Ares. Dioniso induce una madre ad uccidere suo figlio. Tutto ciò va perdonato?
Il perdono, in fondo, è un costrutto sociale di buon senso e vagamente ipocrita. Infatti, gli antichi affidavano agli Dei propositi di vendetta e non di giustizia. E gli stessi Dei, archetipi misteriosi e primitivi che si agitano nella dimensione più profonda di ognuno, erano crudeli, rancorosi, violenti, sleali e, soprattutto, bugiardi.
Questi passaggi nella mitologia greca, e su come essi rappresentino aspetti della psiche umana, ci fa pensare alla crudeltà. Oggi questi gesti, per una società buonista andrebbero perdonati. Mentre per altri, che si siedono su tribune opposte, il perdono è ritenuto come costrutto, ovvero un concetto che varia a seconda delle culture e delle epoche.
Gli Dei della mitologia greca spesso si vendicavano, mostrando con la crudeltà il loro concetto di giustizia. Tutto ciò rappresentava aspetti della psiche umana, che ne evidenziavano la complessità e la contraddittorietà della natura umana. Questo ci fa riflettere sulla natura del bene e del male, e su come l’essere umano, sin nella mitologia greca, rappresenta aspetti di questa natura.
Un tema molto attuale e dibattuto!
Bisogna criticare l'idea di "vendetta" nella società moderna? Oppure bisogna abborrare l'atteggiamento di eccessiva tolleranza e indulgenza verso comportamenti che potrebbero essere considerati sbagliati o dannosi?
La cultura del politicamente corretto nella società moderna è troppo sensibile? Oppure viviamo in una realtà che combatte troppo fortemente gli atteggiamenti sbagliati e dannosi?
L’atteggiamento di buonismo può portare a una mancanza di responsabilità individuale e a una cultura della vittima, ovvero può confonderci nella visione di ciò che si ritiene il bene e il suo opposto, cioè il male, con il rischio di trascinarci ad una mancanza di chiarezza morale?
La morale degli Dei rifiuta il buonismo e ci insegna che una morale più primitiva e istintiva, in cui la vendetta e la punizione sono considerate giuste, è proprio così?
Questa è la complessità che rappresenta la contraddittorietà della natura umana, e che ci suggerisce come il bene e il male siano spesso intrecciati.
La società moderna dovrebbe essere più consapevole della complessità della natura umana e della necessità di una morale più equilibrata e realista.
*Segretario Generale Nazionale UNARMA













































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