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La morte del generale Claudio Graziano

Aggiornamento: 17 giu


@Archivio Ansa

A Torino, dove era nato nel 1953, era noto: comandante della Divisione Alpine Taurinense nella Caserma Monte Grappa, dopo essere stato a Washington come addetto militare, autentica svolta nella sua carriera, ed aver servito in una missione internazionale in Afghanistan al comando della Brigata multinazionale di stanza a Kabul; successivamente comandante della Missione Unifil in Libano. Ora, dopo che il suo corpo è stato ritrovato senza vita in casa, di Claudio Graziani, generale a quattro stelle, non si potrà che parlarne al passato. Un passato fatto di un'ascesa irresistibile, dall'ingresso all’Accademia Militare di Modena nel 1972 alla Scuola di Applicazione di Torino fino, con nel mezzo lauree e master, al vertice dello Stato Maggiore della Difesa. Una promozione che lo avrebbe esposto però a più di una critica all'interno dell'Esercito per via delle sue successive scelte di riduzione del personale.

Graziano, come informano le note di agenzia, di recente aveva perso la moglie e questa potrebbe avvalorare, qualora dovesse trovare concretezza, l'ipotesi del suicidio. Graziano, già presidente del comitato militare Ue, nel 2022 era stato nominato presidente di Fincantieri.



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