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La "Gerald Ford" è nei Caraibi Escalation militare contro il Venezuela e il governo Maduro?

La notizia è data a tutta pagina (arricchita da un video d'archivio) dal più importante quotidiano on line del Venezuela, El Nacional: la più grande portaerei del mondo, la USS Gerald R. Ford, e il suo gruppo d'attacco sono arrivati in America Latina. Uno dispiegamento militare navale confermato ieri, 11 novembre, dal Pentagono.

Il quotidiano spiega che il gruppo d'attacco della USS Ford, la cui scorta comprende i cacciatorpediniere USS Bainbridge, USS Mahan e USS Winston Churchill, rafforzerà in modo significativo la potenza di fuoco degli Stati Uniti nelle vicinanze del Venezuela con l'obiettivo dichiarato dal presidente Donald Trump di smantellare le presunte organizzazioni criminali transnazionali e combattere il presunto narco-terrorismo.

Azioni che si sono svolte anche ieri l'altro, con la conferma da parte degli Usa di due attacchi aerei contro navi legate al traffico di droga nel Pacifico orientale, che hanno causato la morte di sei persone, Ai media, il segretario del Dipartimento della Guerra Pete Hegseth ha spiegato che si è trattato di "attacchi cinetici letali", che hanno messo nel mirino due navi gestite da organizzazioni terroristiche designate, che trasportavano spedizioni illecite di droga e navigavano su una rotta nota per il traffico di droga nel Pacifico orientale.

Secondo Sean Parnell, portavoce capo del Pentagono, le azioni, unite al rafforzamento della presenza di navi da guerra nel mar dei Caraibi, sono finalizzate a "rilevare, monitorare e interrompere attività illecite e attori che compromettono la sicurezza e la prosperità della patria e della sicurezza degli Stati Uniti nell'emisfero occidentale".


La Gran Bretagna si dissocia dalle azioni militari Usa

Una visione, però che avrebbe ha provocato - secondo una notizia in esclusiva diffusa dalla Cnn - il distacco della Gran Bretagna dalla condivisione di informazione di intelligence con gli Stati Uniti su sospette navi trafficanti di droga nei Caraibi. In passato, si legge sul sito dell'emittente americana, il Regno Unito, che controlla un certo numero di territori nei Caraibi dove basa risorse di intelligence, ha aiutato gli Stati Uniti a localizzare le navi sospettate di trasportare droga in modo che la Guardia Costiera degli Stati Uniti potesse interdirle, hanno detto le fonti. Ciò significava che le navi sarebbero state fermate, abbordate, l'equipaggio trattenuto e la droga sequestrata.

Ora, l'intelligence del Regno Unito avrebbe deciso, sostiene la Cnn, di fare un passo indietro, per non essere complice degli attacchi militari statunitensi, ritenendo gli attacchi illegali. Una decisione che segna "una rottura significativa con il suo più stretto alleato e partner di condivisione dell'intelligence e sottolinea il crescente scetticismo sulla legalità della campagna militare statunitense in America Latina.

Immediata, alla notizia dell'arrivo della Gerald Ford, la presa di posizione della Russia con una dichiarazione

della portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova: ."L'aggressione diretta aggraverà la situazione invece di risolvere i problemi che hanno tutto il potenziale per essere risolti legalmente e diplomaticamente all'interno del quadro giuridico. In precedenza, il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov aveva affermato che la Russia e il Venezuela stavano mantenendo aperti tutti i canali di contatto sulla scia dell'escalation delle tensioni tra Washington e Caracas. Tra l'altro, nei giorni scorsi, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov nello smentire le notizie della stampa internazionale sulla richiesta del Venezuela di aiuti militare al Cremlino, ha però ricordato che lo scorso maggio la Russia ha firmato un trattato di partenariato strategico con il Venezuela che è nella "fase finale della ratifica", ma non è ancora entrato in vigore. La Russia, ha sottolineato, "è pronta a rispettare pienamente gli obblighi reciproci sanciti dall'accordo con i nostri amici venezuelani", ha detto.



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