top of page

Umberto Eco sotto la lente di Alessandria e dell'Università

Giorgio Barberis: "Ha veicolato valori e riferimenti universali che rimarranno"


di Alberto Ballerino

 

“Umberto Eco, alessandrino” è il titolo della rassegna con cui Alessandria ricorda il suo grande concittadino. Promotori sono Città di Alessandria, Frame - Festival della comunicazione, Università del Piemonte Orientale (UPO), Fondazione Umberto Eco e CulturAle. Tante le iniziative in programma, le prime due si svolgono già domani e sabato e hanno come protagonista l’ateneo. Si inizia infatti nel pomeriggio di domani, venerdì 13 marzo, alle ore 17, presso il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali (DIGSPES) a Palazzo Borsalino (via Cavour, 84). Questo incontro inaugurale, intitolato “Alessandria e Umberto Eco”, esplorerà il legame tra l’autore e la sua città natale. La sessione si aprirà con i saluti istituzionali del rettore Menico Rizzi, del sindaco Giorgio Abonante, del presidente della Fondazione CRAL Luciano Mariano, del presidente della Fondazione Umberto Eco Stefano Eco, figlio del grande intellettuale, e del direttore del Frame - Festival della Comunicazione Danco Singer.

Seguirà la lectio brevis di Marco Belpoliti. Alle 10 del 14 marzo, inoltre, il direttore del DIGSPES Giorgio Barberis sarà impegnato come coordinatore, insieme a Mirko Canevaro, in una tavola rotonda intitolata “Eco Alessandrino: radici e futuro di un pensiero critico - in città” nella sede di Cultura e Sviluppo in piazza De André 76. Alle 16,30 nuova tavola rotonda su 'Intorno a Umberto' con Valentina Fedriga, Valentina Pisanty, Maurizio Ferraris, Roberto Cotroneo e Danco Singer.

Alle 17.30, si terrà l’evento “Il nome, la cosa, la voce”, coordinato dall’Università. Alessandro Provera,  professore associato di Diritto penale del DIGSPES, interverrà con una relazione intitolata “Il nome e la cosa. Un itinerario gius-letterario nell'Opera di Umberto Eco” e Stefania Irene Sini, professoressa ordinaria di Critica letteraria e letterature comparate del Dipartimento di Studi umanistici, guiderà il pubblico attraverso “Orecchiabili frequenze da una radio a tarda sera: immagini di ascolto tra le pagine di Umberto Eco”,  percorso suggestivo dedicato alla dimensione sonora e all’ascolto nella narrazione di Eco. Alle 19 ci sarà l'evento musicale 'Gli strumenti musicali di Umberto Eco' con Gianni Coscia, Gianluigi Trovesi e gli studenti del Conservatorio.


L’Università dunque è grande protagonista di queste due giornate. Il professore Giorgio Barberis, direttore del DIGSPES, spiega il significato della rassegna: “È un anno molto importante, nel decennale della morte di Eco saranno tante le iniziative in tutta Italia. Fa piacere che da parte della nostra comunità ci sia il desiderio di ricordare questo straordinario intellettuale in modo importante.  Domani soprattutto si discuterà di che cosa Umberto Eco potrà lasciare alle generazioni future. Quindi una comunità che riflette sul suo famoso concittadino non solo guardando al passato, ma con una sguardo proiettato in avanti. Si ragionerà su come consolidare queste iniziative anche in futuro, magari istituendo iniziative rivolte al mondo delle scuole”.  È proprio la modernità infatti l’aspetto che impressiona di più in Eco.

“I suoi testi, il suo metodo di lavoro, la sua ironia sono un patrimonio che va riscoperto costantemente e che parla come un testo classico, capace di rivolgersi a tutte le generazioni. Quindi veicola dei valori e dei riferimenti universali che rimarranno. Bisogna valorizzare questo contributo in più direzioni perché era un intellettuale universale e usava linguaggi molteplici. In modo forse un po’ semplicistico si dice che fosse capace di tenere insieme cultura alta e popolare. Questo aspetto oggi è importantissimo perché non c’è più solo un modello culturale, sono molti e bisogna sapere parlare con diversi linguaggi. Lui ha saputo farlo e questo va valorizzato. Interessante anche che a ragionare sulla sua eredità saranno studiosi differenti per età e professioni”.

Tra gli aspetti più moderni c’è quello della comunicazione. “Per certi versi è stato un precursore, ha capito prima di altri come stava cambiando questo mondo. Però non poteva prevedere una accelerazione come l’attuale e in tanti ci chiediamo cosa direbbe. Non solo, io da storico ho usato soprattutto le sue riflessioni sul fascismo eterno, aveva individuato un nesso con il populismo e la frustrazione delle classi medie. Sarebbe molto interessante sapere come avrebbe analizzato il fenomeno del populismo contemporaneo. Credo che ci dia strumenti utilissimi per capire proprio la nostra attualità”. Queste due giornate non sono le uniche che l’Università dedicherà a Umberto Eco. “Posso anticipare che parleremo di Eco nel corso dell’anno e in particolare  apriremo con una lezione dedicata a lui e in particolare ai suoi studi sulla linguistica la Notte della Ricerca, appuntamento per noi importantissimo che si tiene in autunno”.

Commenti


L'associazione

Montagne

Approfondisci la 

nostra storia

#laportadivetro

Posts Archive

ISCRIVITI
ALLA
NEWSLETTER

Thanks for submitting!

Nel rispetto dell'obbligo di informativa per enti senza scopo di lucro e imprese, relativo ai contributi pubblici di valore complessivo pari o superiore a 10.000,00, l'Associazione la Porta di Vetro APS dichiara di avere ricevuto nell’anno 2024 dal Consiglio Regionale del Piemonte un'erogazione-contributo pari a 13mila euro per la realizzazione della Mostra Fotografica "Ivo Saglietti - Lo sguardo nomade", ospitata presso il Museo del Risorgimento.

© 2022 by La Porta di Vetro

Proudly created by Steeme Comunication snc

LOGO STEEME COMUNICATION.PNG
bottom of page