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L'appuntamento di oggi. La sicurezza con le paure presenti e nella visione di Berlinguer

Se ne discute al Museo Ettore Fico dalle ore 17


Uno sguardo al passato per comprendere il presente in materia di sicurezza, ma sempre rapportata al valore della libertà. Nasce da questa esigenza il dibattito organizzato oggi, mercoledì 11 marzo, a partire dalle ore 17 al Museo Ettore Fico di Torino, all'interno della mostra dedicata a Enrico Berlinguer.

Organizzato da Nicola Rossiello, Segretario Generale del sindacato di polizia Silp CGIL Piemonte, l'incontro propone gli interventi di Salvatore Palidda, sociologo, che punta ad analizzare il mutamento delle forme del controllo e dell’ordine pubblico, e di Guido Tallone, che offre la sua esperienza di pedagogista per capire come l'educazione e il legame sociale possano sconfiggere una pericolosa deriva pedagogica, quello della paura.

Il che ci riporta al concetto di società democratica che deve sapere affrontare e pronunciare senza ritrosia la parola "sicurezza" che non va confusa con i cancelli chiusi, con la solitudine delle telecamere, con la paura dell’altro, perché esiste un’altra idea di sicurezza sociale, più profonda e coraggiosa, che non erige muri ma costruisce comunità. Fu l’idea generata dalla visione politica e sociale di Enrico Berlinguer: la sicurezza come diritto democratico, come protezione dei più deboli, come presenza viva dello Stato e delle persone nello spazio pubblico.

Dunque si prospetta un confronto che metterà allo specchio due Italie, decisamente diverse, irriconoscibili. Da una parte quella di Enrico Berlinguer, in cui prevalevano i grandi partiti di massa rappresentativi di un'affluenza alle urne che non conosceva disaffezione, opposta a quella di oggi dei partiti "leggeri", che si giocano ripetutamente la propria idea di rappresentanza attraverso la modifica delle leggi elettorali per conservare il potere, e, in eguale misura, il peso specifico dei "corpi intermedi", dai sindacati alle organizzazioni padronali, del passato, dotati in passato di riconosciuti credibilità e prestigio, in prima fila nella lotta, per esempio, all'eversione e al terrorismo, rispetto alle organizzazioni di oggi, che sul tema della guerra, per esempio, stentano a trovare una comune unità d'azione.


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