Siamo sempre più immersi in una mentalità guerrafondaia
- La Porta di Vetro
- 23 ore fa
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Torino, 211° presenza di Pace in piazza Carignano

Se qualcuno ha ancora dubbi sulla necessità di costruire un neo pacifismo su scala mondiale, consigliamo di seguire l'informazione televisiva. Straordinaria propaganda che le guerre sono sempre una cosa d'altri e che non ci toccheranno mai. Inutile la sottolineatura che al di là delle affermazioni di principio, l'Italia nelle due precedenti guerre mondiali sia sempre stata inizialmente alla finestra, per poi calarsi fino in fondo dopo pochi mesi.
Una ragione in più per guardare con un minimo di senso critico le immagini di distruzione, di carcasse abbandonate, veicoli, carri armati, artiglierie, aerei, droni, sui campi di battaglia.
Infine, provare a realizzare, staccandoci per un attimo dall'idea che siamo estranei a tutto questo, che dietro le immagini ci sono vite umane scomparse, che c'è solo morte, disperazione e solitudine. Ma fa ancora più impressione scoprire che a valle di questo orrore, ci sia chi disserta di nuove tecnologie, chi spiega con dovizia di particolari davanti alla macchina da presa e ai microfoni l'impiego di nuove armi altamente sofisticate e tecnologiche, in altre parole di come si condurrà sempre più la guerra.
Non una parola, stranamente, su come e perché non si dovrebbe più arrivare a condurre una guerra. Dovremmo diventare tutti guerrafobici e avere il coraggio di gridare "abbasso le guerre". Invece, siamo alla follia collettiva, in cui predominano e prendono il sopravvento persone impermeabili al dialogo tra gli Stati, se non sono tarati sul binario della loro prepotenza, e che bollano come idioti, sì, avete letto bene, idioti, nel migliore dei giudizi siamo a "ingenui", i pacifisti, coloro che scendono in piazza e manifestano contro gli omicidi di massa legalizzati, cioè contro le guerre.
I numeri dei missili che Trump e Netanyahu si vantano di avere lanciato sull'Iran e sul Libano nelle loro guerre illegali sono impressionanti. Eppure, sono in pochi ad obiettare che quei missili sottraggono risorse alla convivenza civile, agli investimenti per l'istruzione, per la sanità, per la casa, per l'ambiente, a favore delle grandi corporations di armi i cui profitti sempre più alle stelle rafforzano le lobby che le rappresentano e la forza di persuasione, per usare un eufemismo, sull'opinione pubblica.
Replica a stretto giro di posta: Iran, Hezbollah, Russia non sono della partita? Ma, dopo che abbiamo messo sotto giudizio i "cattivoni", stiamo meglio? Proviamo a riflettere sull'ultima di Trump, che dice: Putin aiuta un po' l'Iran, ma forse pensa che anche noi aiutiamo un po' l'Ucraina... C'è da chiedersi se con quel un po' il Presidente della nazione più guerrafondaia del Novecento e d'inizio Terzo Millennio si renda conto di avere nelle sue mani la vita di milioni di esseri umani e che il suo un po' non si applica alla battaglia delle arance del Carnevale di Ivrea.













































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