top of page

Il rischio esiste: chi investe sull'IA mira al potere assoluto

Tra le considerazioni di Bruno Geraci, ospite e relatore nel primo degli incontri organizzati dalla Porta di Vetro sull'Intelligenza artificiale. Prossimo appuntamento, lunedì 24 con Sergio Scamuzzi



Buona la prima! La battuta sorge spontanea nel commentare il primo incontro organizzato lunedì scorso dalla Porta di Vetro sull'intelligenza artificiale. Sala piena, nella sede del SocialFare a Torino, persone estremamente attente ad ascoltare il giornalista e scrittore Bruno Geraci che ha tracciato un quadro generale dell'IA con le sue notevoli implicazioni sul costume, sulla società, sull'economia, sulla stessa politica. Un impatto epocale, raccontato da Geraci in dialogo con Michele Ruggiero, presidente de La Porta di Vetro, partendo dalla sua esperienza diretta di docente alla Columbia University (New York), arricchita da ricerche e analisi, sintetizzate in ultimo nel libro L'Intelligenza Artificiale. Possibilità infinite. Rischi enormi, pubblicato lo scorso anno,

Risorsa con potenzialità straordinarie in tutti i settori, con prospettive fino a poco tempo fa inimmaginabili in campo scientifico, tecnologico e sanitario, l'IA tuttavia convive, come ha messo l'accento Geraci, con effetti spaventosi già reali, in primis in ambito militare, che potrebbero costituire una minaccia enorme per l'umanità. Nel contingente, però, è l'attacco all'occupazione - nello specifico, si rimanda all'incontro del 15 dicembre con Igor Piotto, della Camera del Lavoro - a preoccupare più di altri, e in particolare quella quota di società che dal lavoro dipende e che su esso fa ruotare presente e futuro. Come ha ricordato ancora Geraci, l'intelligenza artificiale sta già mietendo milioni di vittime nel mondo. Essa può sostituire milioni di lavoratori e chi ne detiene il potere non si è fatto scrupolo di applicare "tagli" radicali al personale delle proprie aziende.

Le ricadute possono essere traumatiche, il che implica il rapido e concreto l'intervento degli Stati e delle loro istituzioni che oggi, per la prima volta nell'età contemporanea, si ritrovano condizionati e in posizione economica di subalternità rispetto all'oligopolio formato da pochi grandi gruppi che investono nell'Intelligenza artificiale. Che oggi fa tremare anche manager e dirigenti aziendali fino a ieri convinti di essere al riparo dagli effetti negativi. Invece, soltanto pochi giorni fa, la sicurezza di quei vertici è stata stravolta dal Ceo di OPENAI, Sam Altman (40 anni), secondo il quale fra pochi anni, la sua IA sarà capace di gestire intere divisioni aziendali pressoché da sola. E, addirittura potrebbe guidare OPENAI meglio di lui...

Dunque, la paura ora indossa giacca e cravatta, e spaventa anche gli investitori. Fino a quando l’automazione minacciava l’operaio o l’operatore del call center, l’IA era un’alleata, il custode della logica implacabile che riduceva i costi e massimizzava i profitti, che schiacciava freddamente il più debole in nome del progresso. Ma via via, chi diventerà il più debole della catena? Sembra che l'algoritmo non voglia più solo automatizzare le carte, ma ambisca il posto del capo. Ambisce al potere di decidere strategie, gestire budget, fare quello che era considerato l’apice del lavoro intellettuale e mai automatizzabile. E allora tutto quell’entusiasmo ha lasciato spazio al panico, che va contrastato immediatamente.


Come? Riscoprendo il valore dell'empatia, della capacità di prendere decisioni basate sull'umana intuizione e non solo sui dati puri. Chi fino a ieri aborriva e spernacchiava, anche con sarcasmo umiliante, ogni forma di controllo statale, ora chiede una regolamentazione, prima che sia troppo tardi.

La storia dell’intelligenza artificiale si sta rivelando una lezione amara anche per una parte delle classi dominanti. Quando l'IA minaccia chi sta sotto nella piramide sociale e del lavoro, chi non può partecipare alle decisioni, la si chiama progresso inevitabile, e coloro che perdono il lavoro sono invitati ad adattarsi o morire. Ma con l'IA che minaccia chi sta in alto, lo spartito è cambiato. E anche di ciò sui parlerà nel prossimo incontro di lunedì 24 con il sociologo Sergio Scamuzzi, accanto a lui il formatore Ferruccio Marengo. L'1 dicembre, l'incontro avrà come ospite don Domenico Cravero, psicologo, che affronterà il delicato tema dell'IA e gli adolescenti, insieme con il giornalista Luca Rolandi. L'ora è sempre la stessa, dalle 18 alle 20, il luogo sempre SocialFare, via Maria Vittoria 38.

Commenti


L'associazione

Montagne

Approfondisci la 

nostra storia

#laportadivetro

Posts Archive

ISCRIVITI
ALLA
NEWSLETTER

Thanks for submitting!

Nel rispetto dell'obbligo di informativa per enti senza scopo di lucro e imprese, relativo ai contributi pubblici di valore complessivo pari o superiore a 10.000,00, l'Associazione la Porta di Vetro APS dichiara di avere ricevuto nell’anno 2024 dal Consiglio Regionale del Piemonte un'erogazione-contributo pari a 13mila euro per la realizzazione della Mostra Fotografica "Ivo Saglietti - Lo sguardo nomade", ospitata presso il Museo del Risorgimento.

© 2022 by La Porta di Vetro

Proudly created by Steeme Comunication snc

LOGO STEEME COMUNICATION.PNG
bottom of page