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Gian Piero Clement, addio a un vero galantuomo

di Marco Travaglini

Foto da Facebook di Federica Buttigliero

Gian Piero Clement, figura di spicco della sinistra piemontese, è morto il 6 maggio nella sua casa di Pinerolo dove era nato il 5 dicembre del 1957. È stato sconfitto dalla grave malattia contro la quale combatteva da tempo con coraggio e determinazione. Militante e dirigente di Rifondazione Comunista era stato in gioventù un esponente di Democrazia Proletaria, della Fim-Cisl e dell'Associazione Lavoratori Pinerolesi. Aveva ricoperto gli incarichi pubblici di assessore comunale allo Sport e vicesindaco di Pinerolo oltre che consigliere regionale dal 2005 al 2010. A Palazzo Lascaris si era distinto nel ruolo di Presidente del gruppo di Rifondazione, occupandosi dei temi sociali con competenza e puntiglio. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di lavorare con lui, apprezzandone la passione e l’impegno a concentrare gli sforzi verso i più deboli e la parte meno tutelata della società, la sobrietà, lo sguardo severo, il carattere un poco burbero e l'inquietudine del fare.

Un vero galantuomo, un signore di altri tempi per l'animo e lo stile. Clement era un uomo profondamente convinto e motivato che non rifuggiva il confronto, manifestando una spiccata libertà di pensiero. La sua prematura scomparsa non lascerà indifferenti e interrogherà molti sul bisogno di una riflessione profonda su cosa è stata la cultura e l'identità della sinistra e sulla natura stessa dell'impegno in politica.

Ripensando a Gian Piero Clement, al tratto di strada percorso in comune anche se con punti di vista non sempre sovrapponibili, mi è venuta in mente una delle più belle definizioni della parola "compagno” che mi sia mai capitato di leggere. Ricordava nel 2007 Mario Rigoni Stern come si trattasse di “un nome bello e antico che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino 'cum panis' che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro che lo fanno condividono anche l’esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze”. Così è stato per Gian Piero Clement. E così desidero ricordarlo insieme a coloro che sapranno continuare la sua lotta e il suo impegno.

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