top of page

Crans-Montana: se il garantismo fa rima solo con opportunismo

A proposito dell'indignazione del Governo con le autorità svizzere


di Giancarlo Rapetti


L’intelligenza artificiale ha colpito ancora. Questo ho pensato quando ho visto il tweet di Giorgia Meloni che commentava la scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, proprietario e gestore del locale Le Constellation di Crans-Montana, nel cui rogo di Capodanno sono morte quaranta persone e decine sono rimaste ferite, alcune ancora in condizioni critiche. Ero memore infatti del video, generato appunto con IA, diffuso da Luca Bottura qualche tempo fa in cui un autenticissimo (in apparenza) professor Alessandro Barbero spiegava con l’inconfondibile stile come e perché la Russia avesse, senza se e senza ma, aggredito l’Ucraina e che la persistenza della guerra dipendeva dalla mancata desistenza dell’aggressore e non dalla mancata volontà dell’aggredito di arrendersi.

Senonché questa volta il tweet era autentico, i fatti successivi si sono incaricati di confermarlo. Giorgia Meloni diceva di “essere indignata per la scarcerazione” e di considerarla “un oltraggio alla memoria delle vittime” e “un insulto alle loro famiglie”. E concludeva con questa frase apodittica: “Il Governo italiano chiederà conto alle Autorità svizzere di quanto accaduto”. Sono seguiti i fatti: l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado è stato incaricato di trasmettere “la viva indignazione del Governo e dell’Italia”  alla procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud; e poi è stato richiamato a Roma  “per definire le ulteriori azioni da intraprendere”. Al Ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato affidato il compito di illustrare la posizione italiana in tutti i telegiornali della Repubblica.

La vicenda suggerisce un paio di considerazioni. La prima. La tragedia di Crans-Montana è stata terribile e questo giustifica abbondantemente le forti emozioni che suscita non solo nelle famiglie delle vittime ma anche nel vasto pubblico e l’accorata richiesta di giustizia. Ma autorizza ad emettere sentenze a furor di popolo (o di talk show, o di post sui social) e a considerare la carcerazione preventiva la pena definitiva? Il garantismo è una posizione scomoda, funziona ed è credibile solo se si applica anche quando confligge con sentimenti forti e aneliti di giustizia riparatrice. Altrimenti è opportunismo.

La seconda. Il Governo italiano, su impulso della Presidente del Consiglio, vuole imporre alla magistratura di un Paese straniero i criteri e le modalità di indagine, le scelte processuali, e pure la “sentenza esemplare”, sempre secondo la dichiarazione del Ministro degli Esteri.

Si potrebbe dire che la vicenda chiarisce, oltre ogni ragionevole dubbio, qual è la concezione che il Governo e la sua maggioranza, al completo, hanno dell’indipendenza dell’ordine giudiziario.

I riformisti sono avvisati, se non se ne erano ancora accorti.

Si potrebbe obiettare, a giustificazione di Giorgia Meloni, del suo Governo e della sua maggioranza, che questa iniziativa non ha significati profondi: semplicemente serve a guadagnare qualche punto nei sondaggi, che presumibilmente rilevano una larga maggioranza di indignati o delusi per le scelte della magistratura elvetica. Insomma, una innocente mossa di propaganda. Ma proprio qui casca l’asino. Se per semplice propaganda si prende una posizione così netta nella materia più delicata che ci sia, la separazione dei poteri e, in questo caso, anche le relazioni internazionali, la faccenda è ancora più grave. Sempre parafrasando il diritto penale, non solo c’è il reato, è anche aggravato dai futili motivi.

Commenti


L'associazione

Montagne

Approfondisci la 

nostra storia

#laportadivetro

Posts Archive

ISCRIVITI
ALLA
NEWSLETTER

Thanks for submitting!

Nel rispetto dell'obbligo di informativa per enti senza scopo di lucro e imprese, relativo ai contributi pubblici di valore complessivo pari o superiore a 10.000,00, l'Associazione la Porta di Vetro APS dichiara di avere ricevuto nell’anno 2024 dal Consiglio Regionale del Piemonte un'erogazione-contributo pari a 13mila euro per la realizzazione della Mostra Fotografica "Ivo Saglietti - Lo sguardo nomade", ospitata presso il Museo del Risorgimento.

© 2022 by La Porta di Vetro

Proudly created by Steeme Comunication snc

LOGO STEEME COMUNICATION.PNG
bottom of page