A cento anni dalla sua morte Torino ricorda Piero Gobetti
- Piera Egidi Bouchard
- 1 giorno fa
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Aggiornamento: 10 ore fa

Su iniziativa del "Centro Piero Gobetti" ha preso il via ufficialmente stamane, giovedì 22 gennaio, nella Sala del Consiglio comunale di Torino Municipio, la presentazione del programma "Piero Gobetti e il suo tempo", dedicato al "prodigioso giovinetto". In una affollata Sala Rossa, hanno aperto il ricordo di Piero Gobetti a cento anni dalla sua morte, il prof. Gustavo Zagrebelsky, presidente del "Comitato Nazionale" che si è costituito per le celebrazioni, e il direttore del Centro Gobetti Pietro Polito. Di Piera Egidi Bouchard, il ritratto dell'esule morto a Parigi in seguito a un violento pestaggio di marca fascista.
di Piera Egidi Bouchard
Piero Gobetti, il “prodigioso giovinetto” come lo definì Norberto Bobbio, morì a soli 24 anni in esilio, il 16 febbraio del 1926 a Parigi, dove si era rifugiato in seguito alle numerose intimidazioni e sequestri, conclusisi anche con una violenta imboscata fascista, che ne avevano minato definitivamente la fragile complessione, resa ancora più compromessa dal sovrumano lavoro che dai 17 anni l’aveva coinvolto nelle tre riviste da lui fondate “ Energie Nove”, ”La rivoluzione liberale” e “Il Baretti”, oltre a fondare nel 1923 una Casa Editrice.

Gobetti fu in contatto - e pubblicò interventi e libri - con i maggiori intellettuali dell’epoca, che spesso saranno stupefatti di avere a che fare con un poco più che adolescente: il suo carteggio, pubblicato da Einaudi e curato dall’infaticabile lavoro di Ersilia Alessandrone Perona, è composto da tre tomi di oltre mille pagine ciascuno, ed altrettanto intensa è la raccolta, curata dalla stessa storica -“Nella tua breve esistenza”- delle lettere che si scambiò con Ada - la fidanzatina e poi sposa che fu con lui fin dall’inizio nel lavoro redazionale, e lo continuò dopo la sua morte. “Quei giovani là scrivono e pensano come pochi padreterni del nostro giornalismo quotidiano – scrisse lo storico antifascista dell'epoca Gaetano Salvemini, non certo tenero nei suoi giudizi - La loro iniziativa è degna di simpatia e di appoggio”.
Il centenario si dilaterà in iniziative culturali e artistiche per i prossimi tre anni. Le linee generali del programma riguardano i vari aspetti del “Gobetti meno conosciuto”: il primo anno il suo essere letterato e scrittore, con iniziative anche sui suoi autori e sulla sua casa editrice. Il secondo anno sarà dedicato al Gobetti storico e politico, con un convegno internazionale su aspetti che lo mostrano anche oggi contemporaneo.
Il terzo anno, il 2028 sarà un ”anno di passaggio” tra Gobetti e il sessantesimo anniversario della morte di Ada (1968), ed è prevista una rivisitazione della rivista letteraria “Il Baretti”, sia negli anni di Piero che in quelli contrassegnati dopo la sua morte dall’opera di Ada coadiuvata da Santino Caramella .

Il Centro studi a lui intitolato, fondato dalla moglie Ada che si occupò di trasmetterne gli scritti e la memoria, donando la biblioteca e la stessa casa in via Fabro 6, dove avevano vissuto giovani sposi, ne è tuttora la sede :“Il Centro si è fatto promotore di questo Centenario – dice il direttore Pietro Polito – si è costituito un Comitato nazionale per le Celebrazioni Nazionali della ricorrenza, in carica tre anni, presieduto da Gustavo Zagrebelsky. Ne fanno parte l’Editore Einaudi, l’Archivio di Stato, l’Accademia delle Scienze, l’Ordine dei giornalisti e la Maison de l’Italie, presso cui il 18 e 19 febbraio sono previsti un seminario sull’esilio e un incontro con le associazioni di cultura di Parigi. L’inaugurazione ufficiale sarà il 16 febbraio al teatro Carignano alla presenza del presidente Mattarella, con una prolusione di Zagrebelsky.













































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