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Fiamme, morti e odio in Palestina, dopo il raid antiterrorismo di Israele


di Vice

Guarda i video. All'indomani dell'operazione militare "Casa e Giardino" compiuta dalle forze israeliane nel campo profughi di Jenin, una delle azioni più rilevanti compiute da Tel Aviv negli ultimi decenni, i vertici dell'autorità nazionale palestinese - ANP - ha deciso di intentare una causa contro gli Stati Uniti e il Regno Unito. La controversia ruota attorno alla Dichiarazione di Balfour del 1917[1], considerata il primo sostegno concreto dato dall'allora Impero Britannico al sionismo, mentre sull'altra sponda contrattava attraverso Lawrence d'Arabia l'aiuto delle tribù arabe per combattere nella regione l'impero Ottomano. Ma la dichiarazione di Arthur Balfour, un ex primo ministro, ministro degli Esteri nel 1917, fu la scintilla, su cui concordano gli storici, che "risvegliò gli arabi da un sonno di secoli e li spinse ad insorgere contro i crociati contemporanei - europei e israeliani - che avevano sottratto loro le terre".[2]

Dichiarazione di Balfour

L'ANP, che ha chiesto a Washington e Londra le scuse e il risarcimento per quella lontana dichiarazione d'intenti, ha aggiunto di voler sul banco dei testimoni anche il Primo ministro britannico. Dietro questa apparente teatrale richiesta, si nasconde anche il difficile momento che attraversa l'ANP contestato al suo interno da quel popolo che, come ha affermato Nabil Abu Rudeinah, il portavoce del Presidente Abu Mazen, "non si inginocchierà, non si arrenderà, non alzerà bandiera bianca e rimarrà saldo sulla propria terra di fronte a questa brutale aggressione, fino a quando l'occupazione non sarà sconfitta e la libertà non sarà raggiunta". Toni esasperati dell'ANP, e minacce di vendetta da Hamas e dalla Jihad islamica, per denunciare l'operazione militare, condannata da Giordania ed Egitto, su cui ricreare un nuovo e vasto movimento di opinione internazionale contro quella che viene giudicata I'ennesima aggressione di Israele, nonostante la presenza di terroristi e il ritrovamento e la distruzione di numerosi depositi di armi.




E durante la notte, le forze israeliane hanno continuato a operare a Jenin con perquisizioni che hanno rilevato l'esistenza di posti di osservazione, pozzi e cariche esplosive. I militari hanno proseguito nell'opera di eliminazione dei depositi di munizioni e bombe improvvisate. Dopo ore di scontro a fuoco l'IDF ha scovato nel seminterrato della Moschea Abdallah Azzam a Jenin, un enorme Arsenale bellico. La Moschea a nome di Abdallah Azzam non poteva essere più simbolica: Abdallah Azzam, palestinese diJenin, è considerato il padre fondatore della Jihad globale che ha ispirato l'organizzazione terroristica di Al Qaida e altre.

Il bilancio, dopo 24 ore di combattimenti sanguinosi, è pesante: 10 terroristi palestinesi sono stati uccisi, dozzine i feriti e decine gli arresti. Il Capo di Stato Maggiore dell'IDF, il Generale Herzi Halevi, ha trascorso la notte con le truppe e ha approvato i piani per oggi: resterebbero ancora 10 obbiettivi da controllare.


Si registrano, secondo fonti israeliane, numerosi atti di vandalismo, tra i quali quello che ha preso di mira il complesso della tomba di Giuseppe a Nablus (video sopra).


Note

[2]Sean McMeekin, Il crollo dell'Impero Ottomano, Einaudi, 2017 pag.VIII

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