Il bullo d'America ora minaccia anche le bollicine di champagne
- Menandro
- 23 ore fa
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di Menandro

Ora l'ultima genialata è di dominio pubblico: Donald Trump, il demiurgo che professa la pace per fare la guerra, è pronto a un nuovo D-Day per sparare alle bollicine del mitico spumante francese. Il presidente Usa, per l'occasione in tuta mimetica elasticizzata (necessaria per la taglie forti) ha preteso dal Pentagono l'invio di una potente armata da sbarco come mai si era vista dai tempi della Seconda guerra mondiale e dalla recente invasione del Venezuela. L'obiettivo è quello di dare una severa lezione al suo omologo Emmanuel Macron che lo ha sbeffeggiato a Davos, ricordando al mondo intero che delle sessanta guerre nel mondo, "... alcune sono state chiuse". Comprensibile reazione. Dai toni resi ancora più salaci proprio dalla minaccia trumpiana di portare i dazi sullo champagne al 200 per cento.
Nei circoli di enoteche, cantine, mescite, fiaschetterie, bottiglierie, osterie, taverne, wine bar, dalla costa atlantica al Pacifico, corre però voce che i Maga non abbiano resistito alla tentazione di un insider trading da droghieri: fare incetta di bottiglie prima dell'aumento dei prezzi, per poi specularci sopra qualora Trump dovesse inviare i marines a bruciare con il napalm i vigneti della Champagne e ridurre a zero la produzione annuale dello spumante transalpino.
Al momento la Casa Bianca non conferma, né smentisce, ma manda segnali di fumo inquinato a Emmanuel Macron, di cui non sopporta anche la moglie, che tra l'altro, a differenza della sua, che non è proprio America First, è manesca e resiliente se si tratta di difendere la grandeur francese. In linea con i tempi e con la decisione del marito, che a Davos si è proposto con occhiali a specchio e la disinvoltura del Marlon Brando ne Il selvaggio, che ha ordinato alla romantica Legione straniera di trasferirsi armi e bagagli dal Sahara alla meno calda Groenlandia.
Ma questo ennesimo scontro commerciale, mentre il dollaro precipita nel rapporto con l'Euro, si ipotizza un risvolto alcolico per l'Italia. Lo ha rivelato madre Giorgia di Roma, prima fan in Europa e nel mondo dell'uomo che non deve chiedere mai, perché si prende tutto con la forza dei nervi distesi: per rimediare ai vuoti nelle cantinette di champagne, gli Usa acquisterebbero l'intera produzione del nostro Prosecco, esportata senza pagare dazio. Immediata la richiesta di beatificazione da viva per madre Giorgia di Roma.
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