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Fiaccolata di fratellanza a Firenze: messaggio di pace tra i popoli

Aggiornamento: 23 ott 2023



Migliaia di persone, cittadini comuni, mondo dell'associazionismo e sindacale, esponenti di istituzioni e di hanno raccolto l'invito del monaco benedettino olivetano dom Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte. Così Firenze, la Firenze del sindaco "santo" Giorgio La Pira, la Firenze che crede e ama la pace, ha camminato insieme, cattolici, musulmani, ebrei, credenti e non, illuminando con le candele accese la speranza di un futuro prossimo senza più guerra, morti, feriti, violenze e distruzioni. In silenzio, senza simboli, se non quel desiderio di pace che si leggeva nei volti dei partecipanti, da Ponte alle Grazie, che unisce le due sponde dell'Arno, il corteo ha percorso la salita che porta alla chiesa di San Miniato, sopra piazzale Michelangelo, la terrazza di Firenze.




Vicini, idealmente l'uno accanto all'altro, respingendo la guerra che insanguina Israele e la Palestina, hanno camminato il rabbino capo di Firenze Gaudi Piperno e l’imam Izzedin Elzlir. Un segnale di nuovo umanesimo, come è nelle intenzioni di dom Bernardo Gianni, che ha affidato il suo messaggio a quattro parole: partecipazione, speranza, pace, cittadinanze.


La partecipazione muove la speranza e dalla speranza cresce il desiderio di pace che fa leva sul riconoscimento delle cittadinanza. Un circuito virtuoso che in questa sera del 23 ottobre ha unito dietro una bandiera di pace lunga una decina di metri chi ha deciso di lottare, manifestare, credere nella pace e contro tutte le guerre e repressioni che stanno avvelenando le coscienze in Ucraina, Siria, Palestina, Iran, Afghanistan, Yemen e nei paesi più poveri dell'Africa.

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