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Detto in pochissime parole. Torino: sorpresa, il sondaggio premia Stefano Lo Russo

Aggiornamento: 12 ore fa

di Indiscreto controcorrente


Tra poco più di un anno si voterà per rinnovare Sindaco ed amministrazione a Torino, e a stimolare la discussione su ciò che pensano i torinesi e su quali prospettive vogliono per la città, prima della politica, ci ha pensato la “società civile”. Un noto professionista torinese ha infatti commissionato un sondaggio di cui abbiamo potuto leggere i risultati su La Stampa.

Qualche dato è sicuramente utile soprattutto a capire la coerenza tra alcuni dei dati e il dibattito politico di cui ogni giorno leggiamo. Innanzitutto il giudizio sull’amministrazione, fatti anche i debiti confronti con altre esperienze del passato, è migliore di quanto molti, a giudicare da tanti commenti letti più volte, potevano attendersi. Il 47% degli intervistati promuove l’amministrazione Lo Russo, nonostante le difficoltà nella guida della città in un momento così complesso e senza un governo nazionale “amico”, e il 42% il Sindaco; addirittura il 50% dei “potenziali elettori” del centrodestra non da un giudizio negativo sul primo cittadino.

Per quanto riguarda i partiti, il centrosinistra impegnato da mesi nel dibattito sul “campo largo”, se unito avrebbe un risultato addirittura migliore rispetto al 2021, senza alcuna alleanza con il Movimento 5 Stelle: raggiungerebbe la maggioranza assoluta con il 53% contro il 50% di cinque anni fa. A voler essere maligni, verrebbe da dire che la discussione su come allargare la coalizione ai pentastellati non sembra avere un peso così strategico, come anche la possibile alleanza.

Anche nel caso del centrodestra, la coerenza tra la sua discussione sul futuro candidato Sindaco e i risultati del sondaggio non pare così stringente. A quanto sembrano indicare i risultati, gli elettori dello schieramento che governa il Paese, ma non la città, sarebbero decisamente orientati verso un candidato “civico” che parli con la  società civile che a Torino molto di destra non è; ben lontano, quindi, dalla scelta nettamente identitaria e ideologica, nettamente di destra, verso cui il centrodestra sembra orientato, cioè quella dell’assessore regionale, l'onnipresente Marrone.

I partiti del centrodestra infine, nonostante i duri scontri di questi anni e i toni assai acuti attorno al tema della sicurezza, fino al pesantissimo attacco al Sindaco e alla sua maggioranza sulla vicenda Askatasuna, parrebbe non riuscire ad andare oltre il 36% ottenuto alle ultime elezioni europee.

Insomma, Torino sembrerebbe potersi confermare il “Villaggio di Asterix” di cui tanto si è detto e scritto da diversi lustri. Tutto bene quindi? Forse, ma il consiglio è di non sottovalutare il dato più eclatante: solo il 42% dei torinesi dichiara di essere, ad oggi, sicuramente intenzionato a votare. Se fosse vero, sarebbe un dato estremamente preoccupante, quello probabilmente da osservare, e su cui riflettere, con maggiore attenzione. Una distanza così larga, e che sembra addirittura crescere, tra una fetta grande di popolazione, concentrata soprattutto a quanto si vede nelle periferie, e chi si candida a governare, rischia di diventare una bocciatura implicita. Una bocciatura a 360 gradi: verso l’astrattezza del dibattito locale, verso la scarsa capacità di costruire un dialogo, da parte di chi governa ma anche di chi sta all’opposizione. Senza considerare che una tendenza potenziale così alta verso l’astensionismo finirebbe per vanificare ogni ragionamento su qualunque altro dato che emerge dal sondaggio.

Anche questo, come ogni altro sondaggio, va naturalmente preso con le molle. Ma come ogni altro, offre comunque l’idea di tendenze generali su cui fare qualche considerazione.

A ben guardare, non è davvero il caso di abbandonarsi all’ottimismo, da una parte e dall’altra. Nemmeno guardando la tabella dei problemi che gli intervistati indicano come i più urgenti. Ai primi due posti della tabella ci sono la sicurezza e i servizi per la salute. Due argomenti che non sono tra le competenze del Comune, e su cui chi governa la città non potrà andare molto oltre alla denuncia politica, che comunque è indispensabile. Due argomenti, uno di competenza dello Stato e l’altro della Regione, su cui pesa la gestione che in questi anni ne ha fatto il centrodestra. E se da una parte sono argomenti su cui nel prossimo anno proprio il centrodestra avrà maggiori margini di manovra, dal governo nazionale e da quello della Regione, è altrettanto vero che si tratta di problemi aperti su cui ogni cittadino può e potrà facilmente verificare la distanza fra l’uso smodato della retorica e la scarsezza dei risultati.

Quindi, se proprio c’è un auspicio che tutti dovrebbero raccogliere dai risultati del sondaggio è forse questo: c’è una fetta molto ampia della città con cui bisognerebbe ricostruire un dialogo, e anche in fretta. E ci sono titoli e sottotitoli di un dibattito interno alla politica che, forse proprio per questa ragione, andrebbero profondamente ripensati.

In finale di partita ci rendiamo conto di non essere stati di parola... e non l'abbiamo detto in pochissime parole, ma i lettori ci perdoneranno: il futuro prossimo di Torino ci preme e non poco...

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