Come eravamo: la lunga strada di una Polizia di servizio, e ora?
- Vito D'Ambrosio
- 23 ore fa
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Aggiornamento: 19 minuti fa
di Vito D'Ambrosio

“Ruota il manganello e, mentre parte un’altra grandinata di lacrimogeni che colpisce i manifestanti, urla: Caricaaaaaa!”. Una scena di scontri di piazza raccontata da un giornalista. Non siamo a Torino nel 2026, ma a Genova nel luglio 2001, un quarto di secolo fa. Il 2001 è l’anno che definisce una cesura o una linea di confine tra un prima, fatto di fiduciosa speranza, e un dopo nel segno della restaurazione di un sistema di polizia repressivo.
Qualche avvisaglia di una modalità muscolare di gestione dell’ordine pubblico era già comparsa a marzo 2001 a Napoli, durante il vertice Ocse, con interventi delle forze dell’ordine molto duri sui militanti del movimento no-global arrivati nella città partenopea per contestare i grandi del mondo e le loro scelte per il futuro. Centinaia i feriti e moltissime le persone fermate presso la caserma della Polizia Raniero dove vennero fatti oggetto di umiliazioni e percosse. Se a Genova il Presidente del consiglio era Silvio Berlusconi, a Napoli il primo ministro era Giuliano Amato. Dunque, una idea bipartisan sull’utilizzo della forza.
Eppure, appena pochi anni prima, pur tra mille contraddizioni, si provava a spostare l’uso delle forze di polizia da braccio ‘violento della legge’ a forza democratica di servizio al cittadino. Se, come detto, il 2001 ha segnato un data confine, il 1981 è una data spartiacque. Racconta Michele De Giorgi, molisano e ricercatore presso l’università di Bari, in una intervista raccolta dal giornalista Gabriele Santoro e pubblicata sul sito ‘iltascabile.com’ che “il movimento democratico nato all’interno della polizia era riuscito a portare con forza nel dibattito pubblico l’idea di una possibile democratizzazione della polizia”.
È l’anno della legge 121/81. Si passa da corpo militare a forza di polizia a ordinamento civile. La spinta è dal basso. Nel luglio del 1979, mille cinquecento delegati poliziotti decisero di forzare la mano, con la copertura di CGIL, CISL e UIL, di tesserare i loro colleghi. Tre anni dopo, il 27 luglio 1982, il primo congresso del Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia (SIULP) ufficializzerà la nascita del sindacato. Nel sito del Siulp si descrivono i temi: “soggettività politica per un forte ruolo contrattuale e di sintesi tra l’esigenza di migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’Istituzione Polizia” e ancora: “adesione e rafforzamento del principio di confederalità per riconoscersi lavoratori tra i lavoratori dello Stato democratico”.
Nel 2026 restano molte parole e alcune osservazioni molto preoccupate. Il generale Umberto Rapetto, Generale della Guardia di Finanza con anni di esperienza come docente in Accademie e Scuole di qualificazione delle forze armate e di polizia, in una intervista a fanpage.it afferma che “Purtroppo, e lo dico con dolore, gli interventi di ordine pubblico in Italia stanno evolvendo verso una sorta di continua esibizione dei muscoli. Si sta dimenticando che l'obiettivo primario non è "vincere" uno scontro fisico, ma circoscrivere la massa d'urto ed evitare guai per dei cittadini che stanno manifestando legittimamente”.
Da meditare. E occorre farlo doppiamente oggi, all'indomani del varo del nuovo Decreto sicurezza da parte del Governo che introduce il cosiddetto fermo preventivo. Che cosa prevede lo si legge sul sito del Ministero dell'Interno: "nel corso di specifiche operazioni di polizia svolte nell’ambito dei servizi di ordine е sicurezza pubblica disposti in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, in presenza di un pericolo attuale per l’ordine е la sicurezza pubblica, gli ufficiali е gli agenti di polizia possono accompagnare nei propri uffici persone... [per le quali] sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione, e trattenerle per il tempo strettamente necessario ai fini del compimento dei conseguenti accertamenti di polizia е comunque non oltre le 12 ore".













































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