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  • Galeno

"Brr... che effetto la piattaforma Amazon vista dal II secolo"

di Galeno


Ogni tanto, qui dal mio II secolo, ricevo testi via WhatsApp dai miei amici giovani medici con la parola “algoritmo”. L’ho già scritto, ogni volta penso al mio amico persiano al-Khwarizmi[1] – traduci, trascrivi male, interpreta peggio e “quello di Khwarizmi” diventa algoritmo. Il mio amico è vissuto nel IX secolo, quindi proprio contemporanei non lo siamo stati, ma amici lo siamo, perché entrambi uomini di scienza e impegnati per il progresso. Sapete qual è il primo algoritmo che ha interessato ciascuno di noi? La somma con il riporto, 8+4 fa 12, scrivo 2 e riporto 1, tratto dal suo "Libro sull'addizione e la sottrazione secondo il sistema di calcolo indiano".

Ieri sera ho avuto dei messaggi pieni della parola algoritmo da un altro amico, un certo Pietro Terna che ogni giovedì[2] scrive di “punture”, è vero di spillo e non di siringa, ma forse un po’ medico lo è anche lui… Era a Orbassano, cittadina vicino a Torino, con un centro bellissimo e, mi ha scritto, ieri con giovani a animarlo. Il PD locale e quello di Torino hanno organizzato una discussione sulle Aziende piattaforma ed eccomi subito in difficoltà. Che cosa sia un’azienda me l’ha spiegato più o meno Pietro, ma su “piattaforma” si incarta pure lui… Be’, insomma, una serie di regole, azioni coordinate, mezzi organizzati, immancabili computer… Traduco: se i miei schiavi che portavano le medicine (eh eh, i galenici) ai miei clienti (ops, ammalati) invece di usare la frusta per farli correre avessi usato un sistema a punti senza i quali non mangiavano e non dormivano, … era quello? Più o meno sì.

Poi si può aggiungere una competenza della piattaforma, come quella di commerciare su certi beni o su tutti a 360 gradi e ecco Amazon. Lupus in fabula ieri sera, come scriveva quello sfaccendato di Esopo, ma anche quel pericoloso leguleio di Cicerone, con de Varrone loquebamur: lupus in fabula venit enim ad me e immediatamente… cambiò discorso.

Ieri sera nessuno ha cambiato discorso e si è parlato di Amazon all’interno, con gli algoritmi che comandano le persone (ripeto: che bello li avessi avuto io) nei minimi particolari, oppure all’esterno con i metodi, di cui mi raccontano ha svelato molte cose uno dei compilatori degli Annales, che Pietro mi ha detto che si chiama The Economist.[3] Un po’ di confusione? Capitemi, sono di diciannove secoli fa. A cercare di sapere tutto o quasi dei fatti economici aveva pensato[4] anche il Consiglio cibernetico dell'Accademia sovietica delle scienze nel 1961, ma poi la storia ha preso un’altra strada e non è finita tanto bene.

Ho perso il filo, passando da Orbassano alle piattaforme e a Amazon? No, ieri sera hanno raccontato che quell’azienda ha realizzato un enorme stabilimento in quel comune,[5] finito da molto tempo e non ha ancora assunto nessuno, mentre ha tolto la commessa che aveva dato anni a un’azienda lì vicino, nell’interporto di Orbassano, con 137 posizioni lavorative annullate. Attenzione quindi, voialtri del XXI, ad accogliere sempre a braccia aperte quel gigante-piattaforma quando arriva in un’area, come se fosse il mitico cavaliere bianco che viene a salvare il re (sindaco) e il popolo (elettori) dalla disfatta.[6]

Sorpresa: il 28 febbraio il Parlamento Europeo ha scacciato[7] i lobbisti di Amazon dai suoi edifici, qualche motivo per farlo immagino ci sarà stato. Per loro sì che è un anno bisestile!


Note

[4] Berg, A.I. (ed.) (1961). Cybernetics at the service of communism – USSR. Cybernetics Council of the Soviet Academy of Sciences, Moscow/Leningrad. Traduzione pubblicata dall'Office of Technical Services, U. S. Department of Commerce, Washington, D. C., 1962. I capitoli sull'economia li ha messi online (qualsiasi cosa voglia dire) il mio amico Pietro: https://terna.to.it/CybCom/ 

[6] Sempre Pietro, che è molto pignolo su questi temi, mi ha detto di leggere tutto quanto sta a https://www.centroeinaudi.it/osservatorio-dei-cybermercati.html 

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