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Aria nuova in Colombia, Gustavo Petro nuovo presidente

Aggiornamento: 21 set 2022

di Vice

Storico momento: la volontà di un popolo di voltare pagina si è espresso compiutamente e pacificamente. La Colombia ha un presidente di sinistra. Gustavo Petro, candidato del “Patto Histórico” ha superato il candidato conservatore Rodolfo Hernández, il “Berlusconi delle Ande”, re di TikTok. Nel suo programma elettorale, Petro, insieme alla sua vicepresidente, Francia Marquez, legale dei diritti civili e attivista nera, ha promesso una stagione di pace, di convivenza civile, di sviluppo, di equità sociale, che guarda all’ambiente e all’assistenza sanitaria generale. Rotto il filo tra economia e narcotrafficanti Ma, al di là dell’enfasi legittima e comprensibile che accompagna l’arrivo alla Casa de Nariño, la residenza ufficiale del presidente della Repubblica a Bogotà, di un esponente della sinistra per la prima volta nella storia della Colombia, emerge la soddisfazione per aver spezzato quel filo gelatinoso e mefitico che unisce da decenni capitale, finanza e potere mafioso dei narcotrafficanti. La Colombia ha deciso di investire nel cuore e nella mente per scrivere una storia nuova. E diametralmente opposta a quella di un Paese percorso nei secoli da guerre civili, colpi di stato, conflitti innescati contro i paesi confinanti, democrazia a singhiozzo e persistente sudditanza al capitale americano. Indimenticabile nella sua tragica evoluzione, lo sciopero del 1928 dei lavoratori nell’esportazione delle banane, un settore controllato dal 1891 dal monopolio della United Fruit Company. La richiesta di diritti sindacali costò la vita a tremila persone uccise dall’esercito chiamato a reprimere l’agitazione a Ciénaga, vicino a Santa Marta. Fu una sorta di repressione alla Bava Beccaris (i moti di Milano del 1898) in salsa colombiana, con morti e feriti su scala industriale, un episodio passato alla storia come il Masacre de las bananeras1. La storia diede uno spunto a Gabriel García Márquez che nel suo romanzo “Cent’anni di solitudine” aprì una finestra su quella orgogliosa lotta dei lavoratori colombiani. Si prospetta l’idea di “un grande accordo nazionale”

Ora il senatore Gustavo Petro ha l’opportunità di ricostruire la Colombia2 su basi autenticamente democratiche. Intervistati, i suoi sostenitori sono stati unanimi nel chiedergli di non tradire il voto e di legittimare le aspirazioni di cambiamento del popolo. Da parte sua, Gustavo Petro, in un messaggio Twitter ha scritto: [è un] “giorno di festa per il popolo. Che festeggia la prima vittoria popolare. Che tante sofferenze siano attutite dalla gioia che oggi inonda il cuore della Patria. Questa vittoria è per Dio e per il Popolo e la sua storia. Oggi è la giornata delle strade e delle piazze”. Nel suo primo discorso da presidente, Petro ha proposto un “grande accordo nazionale” per evitare di acuire la frattura della divisione politica. Note


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