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"Non lasciateci sole", il grido delle donne iraniane

Aggiornamento: 8 dic 2022


"Non ci lasciateci sole": è il grido di speranza che arriva da una ragazza di diciassette anni di Teheran in lotta contro la teocrazia religiosa degli ayatollah. Una speranza trasmessa da Yoosef Lesani, vicepresidente dell'Associazione Iran Libero e democratico durante il convegno promosso il 7 dicembre a Torino nella sede dell'assemblea regionale di palazzo Lascaris, con il patrocinio del Comitato per i diritti umani e civili del Consiglio regionale del Piemonte, rappresentato dal suo presidente Stefano Allasia e da Sara Zambala, vicepresidente del Comitato insieme con Giampiero Leo.

Da 83 giorni, dalla morte della giovane curda Mahsa Amini, milioni di donne iraniane mettono a rischio la vita per costringere alla resa il Regime della Repubblica islamica iraniana, per riconquistare la parità di genere e l'uguaglianza. Il regime della Guida Suprema Ali Khamenei umilia le donne, le mortifica, le imprigiona, le uccide da 43 anni, dalla presa del potere dell'ayatollah Khomeini.

Yoosef Lesani

Da 43 anni l'Iran è sotto il potente e prepotente tallone di un macchina del potere feudale, misogino e corrotto, un fascismo religioso al potere che ha incarcerato e torturato decine di migliaia di donne e ne a portato al patibolo un numero imprecisato. Se ci si chiede perché la protesta di massa non accenna a diminuire in Iran, ci si chieda perché le donne dovrebbero continuare a morire, a soccombere, e sentirsi le ultime di una società che avrà non più del 10 per cento - un arrotondamento per eccesso, del consenso, in cui la redistribuzione della ricchezza è a senso unico e va nella direzione dei soggetti cointeressati: forze armate, produzione del nucleare, apparati repressivi, milizie di sicurezza. Per contro, come hanno ricordato nei loro interventi Tullio Monti e Farideh Bozorgzadil, rispettivamente presidente e attivista dell'Associazione Iran Libero e Democratico, e da Valter Coralluzzo, docente di Relazioni internazionali all'Università di Torino e da alcuni consiglieri regionali. il 75 per cento del popolo iraniano vive sui bordi della soglia di povertà, mentre cresce l'abbandono scolastico con bambini che finiscono preda dello sfruttamento più indiscriminato.


Tullio Monti

Uno scenario che ci riporta al grido di speranza "Non ci lasciate soli". Un grido che impone al mondo libero di tagliare il nodo gordiano che lo lega all'Iran, dove in tre mesi di lotta sono state uccise centinaia di persone la cui età media è di 19 anni. L'abbandono di ogni forma diretta o surrettizia di rapporto commerciale con l'Iran è necessario per isolare un regime che ha dato al paese il triste e non invidiabile primato del maggior numero di esecuzioni capitali. L'abbandono di ogni forma di ipocrisia non può che tradursi nella rottura che si impone al mondo occidentale e libero di rompere in maniera netta con l'Iran degli ayatollah. Se poi il mondo occidentale desidera in maniera univoca un Iran davvero democratico e non asservito a interessi di parte o precostituiti è davvero un'altra storia...


Foto di Paolo Siccardi

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