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Vittima di un attentato Robert Fico, premier della Slovacchia

di Maurizio Jacopo Lami


Lotta tra la vita e la morte il premier della Slovacchia Robert Fico ferito a colpi di pistola davanti a un centro culturale nella cittadina di Handlova, una piccola città con meno di 18mila abitanti, situata nella parte centrale della Slovacchia, 200 chilometri dalla capitale Bratislava.

Colpito al petto e alla testa, mentre salutava la folla dopo una riunione da un attentatore solitario, immediatamente catturato dalla polizia. L'uomo, di nazionalità slovacca, secondo il media slovacco Marzika, è il 71enne Juraj Tsintula, scrittore, fondatore di un club letterario e autore di numerose raccolte, ma soprattutto ex agente di sicurezza privata in possesso di una rivoltella posseduta legalmente. Secondo altri particolari, non avrebbe maturato rancori verso il premier.

Fico, 59 anni, è in carica dall' ottobre 2023 e in precedenza aveva già ricoperto questa carica dal 2012 al 2018, e prima ancora dal 2006 al 2010. È considerato uno dei leader della UE più vicini alle posizioni del presidente russo Vladimir Putin. Leader della formazione "Smer" (direzione), generalmente considerata come di sinistra con forti venature populiste, da anni è sulla cresta dell'onda forte della sua politica di opposizione a molte direttive UE.

Uno dei punti più marcati dell'ideologia di Smer si caratterizza per la sua contrarietà all'immigrazione. In particolare Fico si è più volte espresso "riluttante" ad accogliere gli immigrati musulmani in Slovacchia.

Nel 2016 ha dichiarato, per poi ribadirlo più volte: "Non voglio l'Islam nel Paese. Non vogliamo decine di migliaia di musulmani in casa nostra, non ne vedo proprio la necessità". In particolare si è rifiutato di accettare la ridistribuzione di profughi provenienti dalla Siria dilaniata dalla guerra civile .

Questa posizione gli ha portato consensi e voti e ha fatto in parte rimuovere la grave crisi in cui fu coinvolto nel 2018. Nel febbraio di quell'anno Jan Kuciack, un giovanissimo e coraggioso giornalista investigativo, fu ucciso insieme alla moglie nella loro casa di una piccola cittadina di campagna. A ucciderlo un killer professionista. Ne nacque uno scandalo di proporzioni nazionali. Kuciack aveva scoperto che la 'ndrangheta era profondamente infiltrata in Slovacchia dove investiva ingenti patrimoni. Le accuse coinvolgevano un ministro proprio del partito di Fico e, come se non bastasse, anche il ministro dell'Interno fu accusato di cercare di sminuire tutta la questione. Ci furono proteste furiose che coinvolsero l' intero governo. Fico non riuscì a calmare l'opinione pubblica e rassegnò le dimissioni.  

Ma in seguito riuscì a risalire la china e infatti nell'autunno scorso si è nuovamente imposto nelle elezioni che lo hanno portato al vertice della Slovacchia. Tra l'altro, si è segnalato in particolare per aver annunciato subito lo stop di aiuti all'Ucraina. Una decisione che lo ha collocato nel parterre dei filoputiniani. L' opposizione lo accusa di cercare di fare leggi che imbrigliano la magistratura, un po' sul modello di Orban in Ungheria.

Sembrava in grado di reggere la situazione. Poi oggi l' attentato.

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