L'Intelligenza artificiale fa sul serio... 2000 posti a rischio nei call center in Piemonte
- La Porta di Vetro
- 19 ore fa
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Non è più una semplice previsione dettata dalla necessità di "governare" l'ingresso dell'intelligenza artificiale nel sistema produttivo per non essere travolti dagli eventi. Perché l'intelligenza artificiale è già dentro il sistema e potrebbe provocare a breve un autentico terremoto occupazionale con il taglio di duemila posti di lavoro nei call center piemontesi, che attualmente occupano 4mila persone (35 a livello nazionale).
L'allarme risuona dalle stanze di Cgil, Cisl e Uil di categoria. Secondo le stime dei sindacati regionali, infatti, l'introduzione non regolata di sistemi di intelligenza artificiale rischia di stravolgere un comparto già segnato da delocalizzazioni, gare al massimo ribasso e contratti pirata che erodono salari e diritti. Situazioni limite confermate dai lavoratori dei principali call center regionali, Konecta, Covisian, Mediacom, Twy, Tecnocall, Colligo e Linetech, che da anni fronteggiano riorganizzazioni, cambi di commessa e vertenze occupazionali senza una vera politica industriale a sostegno.
In una nota congiunta, al termine dell'attivo unitario con le rappresentanze sindacali unitarie (RSU) del comparto, i vertici sindacali hanno ricordato la mobilitazione della categoria con un pacchetto di scioperi a livello nazionale dal 13 al 27 luglio 2026 con astensione collettiva dal lavoro di 2 ore a fine turno per i lavoratori a tempo pieno e di 1 ora per i part time, associata all'astensione di tutte le prestazioni in lavoro straordinario e supplementare per l'intero periodo.
“La crisi dei call center non ha precedenti", hanno dichiarano i segretari generali regionali Alberto Revel di Slc Cgil, Anna De Bella di Fistel Cisl Piemonte e Maria Luisa Lanzaro di Uil Fpc, che incontrano nel pomeriggio i parlamentari del Piemonte e i consiglieri regionali. Ed hanno aggiunto: "Non possiamo parlare di innovazione se prima non mettiamo in sicurezza il lavoro. L'intelligenza artificiale non può essere l’ennesimo strumento per abbattere l'occupazione: serve una regia pubblica che governi la transizione, non le sole scelte delle aziende. Serve subito un tavolo permanente con il Governo, con regole certe e percorsi di riqualificazione professionale: la politica non può restare a guardare”.
All'Attivo unitario, concluso in presenza dal segretario nazionale Slc Cgil, Daniele Carchidi, sono intervenuti in collegamento video i segretari nazionali di Fistel Cisl e Uil Fpc, Fabrizio Morroni e Pierpaolo Mischi.
Per i segretari nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc “il Governo deve intervenire prontamente, con regole chiare che mettano al centro la tutela del lavoro e la dignità delle persone. L'intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio dei lavoratori, non un mezzo per sostituirli senza alcuna rete di protezione”.











































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