Spettacolare riapertura del Forte di Gavi, a quattrocento anni dalla sua nascita
- Alberto Ballerino
- 10 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Intervista al direttore Riccardo Vitale
di Alberto Ballerino

Sabato 11 luglio il Forte di Gavi riapre al pubblico, a quattro secoli dall’avvio del cantiere che ne ha definito l’identità, trasformandolo da castello medievale nell’attuale imponente fortezza. Per i visitatori non mancheranno le sorprese, con la possibilità di visitare aree spettacolari fino ad ora mai mostrate. Le celebrazioni dell’11 luglio prenderanno il via alle ore 10.30 con la presentazione degli interventi realizzati e una visita guidata insieme al direttore Riccardo Vitale e ai professionisti coinvolti nel progetto. Dalle 16 il pubblico potrà partecipare all’inaugurazione della mostra d’arte ‘Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson’ e della prima edizione di ‘Fortissima Parade’, rassegna artistica che vedrà la partecipazione di collettivi e street artist con installazioni immersive tra luci e colori.
Il pomeriggio si concluderà con un brindisi accompagnato da degustazioni dei prodotti del territorio e da un momento musicale, prima del trasferimento al campo sportivo del Comune di Gavi, dove dalle 21.45 sarà possibile assistere al grande spettacolo di luci e suoni sul Forte realizzato da Dark Light, mentre nell’area adiacente si troveranno postazioni food a pagamento a cura della Pro Loco di Gavi. Nel corso della giornata saranno inoltre organizzate visite all’Alto Forte alle ore 11.45, 15.30 e 17, accompagnate dagli Amici del Forte e di Gavi. Tutti gli appuntamenti saranno a ingresso gratuito e senza prenotazione, ad eccezione delle visite all’Alto Forte, per le quali è richiesta la prenotazione all'indirizzo drm-pie.gavi@cultura.gov.it (ogni visita potrà accogliere un massimo di quindici partecipanti).
“Il Forte – spiega il direttore Riccardo Vitale - è rimasto chiuso a gennaio, il tempo necessario per eseguire i lavori in sicurezza. Si è potuto operare abbastanza velocemente. La ricorrenza dei 400 anni non è stata cercata ma è molto significativa: all’epoca il castello medievale fu trasformata in una moderna fortezza, oggi c’è stata un’adeguazione ai nostri tempi, rendendo il museo una struttura fruibile e accogliente. Luglio per Gavi e il suo territorio è il mese dal punto di vista delle ricettività più importante con molti eventi e tantissimo turismo. Così riusciamo anche a rimetterci in pista in un momento funzionale a questa area”.

Si potrà per la prima volta ammirare in tutta la sua suggestione l’Alto Forte. “Sicuramente è uno spazio che non è mai stato visto in maniera strutturale. Invece ora, messo in sicurezza, si possono fare visite anche se su prenotazione e per gruppi contenuti perché il percorso non è agevole. Bisogna essere in forma perché c’è molto da scarpinare e salire. Per chi non può visitarlo per svariati motivi, sopperiamo con la parte digitale. Mettiamo a disposizione dei visuali Wr con la ricostruzione tridimensionale di tutto il percorso. Così chi non può visitarlo fisicamente, lo fa virtualmente. In realtà ci sono anche zone del Basso Forte, pur più frequentato, che non sono mai state viste. Negli anni molti ambienti erano diventati sostanzialmente una sorta di deposito di materiale edile: proprio per questo non erano sicuri e visitabili. Ora questi locali sono stati sgomberati e così sono ora visionabili”.
È un nuovo Forte sia dal punto di vista della visibilità sia dell’approccio al visitatore. “Intanto è più accessibile, il che è quasi un ossimoro per una struttura pensata per essere inaccessibile. Abbiamo cercato di mantenere la lettura storica della struttura che è stata una fortezza e anche un carcere. Lo abbiamo reso accessibile attraverso dei sistemi di servo scala e di ascensore, migliorando la pendenza di alcuni passaggi, affrontando tutta la questione dei supporti digitali e dell’intelligenza artificiale, inserendo anche nuovi supporti alla visita (totem, leggii).

Il percorso è stato arricchito con passaggi musealizzati e con l’acquisizione di armi storiche, rendendolo emozionale. Si è insomma lavorato in maniera trasversale, a 360 gradi, cercando in poco tempo di non dimenticare alcun aspetto legato alla fruizione di un museo moderno”.
Tra i visitatori si sono anche tanti stranieri. “Sono numerosi perché il territorio comunque è molto frequentato da francesi, tedeschi, inglesi, non fosse altro per la ricchezza vitivinicola. C’è un forte ricettività, se si pensa a ristoranti, aziende agricole, alberghi. Tutto questo quindi porta molti visitatori al Forte e contiamo di aumentarli con questo nuovo assetto. Ci sono anche tanti italiani e scolaresche. Particolarmente sensibili rispetto al forte inglesi e cittadini di alcuni paesi anglosassoni come la Nuova Zelanda perché nella Seconda guerra mondiale era stato tramutato in carcere e qui furono portati numerosi militari fatti prigionieri in occasione delle offensive dell'Africa Korps di Rommel in Nordafrica, a cavallo tra il 1941 e il 1942".











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