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L'inizio di una nuova era: ottant'anni fa l'apertura dell'Assemblea Costituente

"Oggi si apre la Costituente": titolò così il 25 giugno di ottant'anni fa La Nuova Stampa, evidenziando nell'occhiello che la Nazione elaborava i suoi nuovi destini. Erano trascorsi ventitré giorni dal referendum istituzionale con cui dopo 85 anni l'Italia aveva scelto di passare dalla Monarchia, dal Regno d'Italia del 1861, alla Repubblica nel 1946. E il sommario descriveva su tre righe lo scenario politico su cui prendeva corpo quella nuova pagina del Paese: Saragat designato dai socialisti alla presidenza dell'Assemblea. Nulla di deciso per il presidente della Repubblica. Socialisti e comunisti rinnovano di fronte al problema della formazione del Governo e della maggioranza il loro patto d'unità d'azione.

La Costituente non era un'Assemblea omogenea, come fu osservato. Sui quei banchi, in un clima di autentica e nuova libertà, sedevano "separatisti siciliani, sardisti, unionisti, quelli che propongono di fare dell'Italia «una stella della bandiera americana»; vi figurano le coloriture più staccate differite della gamma repubblicana; sono andati monarchici del blocco della libertà, gli apostoli del qualunquismo, dello Stato amministratore. Sono andati vecchi liberali individualisti, monarchici e ortodossi del tipo Einaudi e Cornino o liberaliprogressisti...". E quell'Assemblea segnava anche la fine dell'Esarchia, di un governo che si era sbarazzato del Vento del Nord del presidente Parri per fare posto ad Alcide de De Gasperi e a una nuova coalizione che si sarebbe retta fino alla metà del 1947 sull'alleanza tra democristiani, comunisti e socialisti, e che avrebbe impostato la rotta per la nascita della Costituzione repubblicana. Tuttavia fu un importante inizio. Anzi, l'inizio di uno straordinario percorso che non ha eguali nella storia d'Italia e che ancora oggi, a distanza di ottant'anni, ci permette di riconoscerci in principi non negoziabili, grazie ai quali il Paese non ha smarrito la bussola nei momenti di gravissime crisi, che sono state numerose.

Oggi, a partire dalle 11, Montecitorio ricorderà con una cerimonia che vede partecipare le massime cariche dello Stato, la prima seduta dell’Assemblea Costituente. E per la seconda volta, in undici anni di presidenza della Repubblica, escludendo i giuramenti, Sergio Mattarella prende la parola davanti a chi rappresenta il popolo italiano e all'esecutivo. E non sarà, si annuncia, un discorso di circostanza.

La cerimonia comincia alle 10.25 con un picchetto d’onore interforze sul piazzale antistante il palazzo di Montecitorio su cui è prevista la proiezione del tricolore. Nel corso della cerimonia il Teatro dell’Opera darà voce nell'Aula della Camera a un repertorio verdiano.

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