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Iscrizioni aperte per pugili apprendisti in Parlamento...

Aggiornamento: 12 giu

di Menandro


L'emiciclo parlamentare non è un quadrato, ma misure geometriche a parte, quanto prima lo potrà diventare a tutti gli effetti, nel gergo pugilistico del termine. I presupposti per praticare la noble art, la pigmachia nel mio Paese, l'antica Grecia, ci sono, almeno a leggere le cronache e ascoltare più testimoni sulle performance del leghista Igor Iezzi, classe 1975, milanese doc. E' lui che nel pomeriggio di oggi, 12 giugno, ha fatto le prove generali per dare spettacolo tra le sedici corde, trasformandosi in un "bomber" dal pugno proibito, tanto da aver atterrato il collega pentastellato Leonardo Donno, classe 1985, reo di un "tentativo di aggressione" al ministro Calderoli. Almeno, così recita la versione propinata dai banchi della Lega.

L'azione di pura espressione pugilistica, caratterizzata da una serie di finte e controfinte alle spalle... per disorientare l'avversario, prima di inquadrarne la testa con un preciso "uno-due", è visibile distintamente su tutti i siti on line con un uno storico fermo immagine d'inizio match. Insomma, avviso ai naviganti: con i parlamentari del Carroccio non si può scherzare, né giocare, perché laddove non sia possibile sfoderare lo spadone di Alberto da Giussano, ecco che si corre il rischio del cazzottone che ti stende e ti manda nel mondo dei sogni. Come si dice: uomo avvisato, mezzo salvato.

Ora non sappiamo se l'onorevole Donno appartenga del tutto alla seconda categoria, perché lui si è già ritrovato su una carrozzella, così come accade al grande Vittorio Gassman nella celebre interpretazione del pugile suonato, 20° episodio de "I Mostri" di Dino Risi, 1963. Eppure, ingenuamente, Donno si era limitato soltanto ad offrire la bandiera tricolore al ministro Calderoli, già in passato mente geniale di grandi architetture di sistemi elettorali, ora più modestamente mentore della legge sull'autonomia differenziata con cui si prova ad offrire un'alternativa al Mezzogiorno, soprattutto, da decenni orfano di una politica che dia risposte all'annosa quistione meridionale.

Son ragazzi, "normale dialettica parlamentare", è la tesi giustificazionista che è circolata a Montecitorio per stemperare un'atmosfera che prima dello Iezzi-pugile aveva avuto come preludio l'espulsione del suo compagno di partito Domenico Furgiuele, classe 1983, da Lamezia Terme, che per non saper né leggere, né scrivere, come si suol dire, aveva mimato il gesto della X. Forse il segno della X Mas, la Decima del principe nero, Junio Valerio Borghese, che durante la guerra civile aveva dato lezioni pratiche non inferiori a quelle dei nazisti in materia di rappresaglia contro il movimento partigiano?

Son ragazzi, bisogna capirli. Ora hanno un generale al comando della nuova Decima con cui mettere in riga l'Italia e gli italiani, e un capo, Matteo Salvini, che concorda un piano d'azione politico con l'amica e alleata Marine Le Pen per plasmare il nuovo ordine sociale in Europa. Come si può chiedere loro di essere da meno? Se poi qualche deputato finirà in carrozzella, come Gassman, pugile suonato che sul litorale romano insegue gli aquiloni, aiutato dal Tognazzi di turno, che male c'è?

Non c'è rivoluzione - e Salvini oggi la predica - che non abbia le sue vittime sacrificali. E per dirla ancora con le parole del leader leghista, "Macron, Scholz, e Von der Leyen se ne facciano una ragione..." E gli italiani, in tutto questo?



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