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Innovare conservando l'identità. Cambio di editore per l'Isral

Aggiornamento: 3 ore fa

Sarà DeriveApprodi a pubblicare il nuovo numero della rivista dell'Istituto della Resistenza di Alessandria. Domani la presentazione nella sede in via Guasco 49


di Alberto Ballerino


Puntare sul futuro, incrociando la storia locale con quella nazionale e accademica nel segno dei valori della Liberazione e della Costituzione. Nell’ambito della rete degli Istituti della Resistenza, l’Isral di Alessandria offre segnali davvero significativi e importanti. Non a caso è anche tra i non molti che si ostinano con orgoglio a pubblicare una propria rivista cartacea. E domani, mercoledì 14 gennaio alle ore 17,30 presso la sala conferenza della sede in via dei Guasco 49 (nella foto) si terrà la presentazione del cambio editoriale del suo “Quaderno di storia contemporanea”, affidato a un’importante casa editrice come DeriveApprodi di Bologna. Nell’occasione verrà presentato il numero 77-78. Interverranno Daniele Borioli, presidente associazione Memoria della Benedicta, Antonella Ferraris, direttore dell’Istituto, Domenico Ravetti, presidente del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte, e Gigi Roggero di DeriveApprodi. Coordinerà Mariano Santaniello, presidente dell’Istituto.

“Prendiamo – spiega Antonella Ferraris, direttore dell’Istituto - un editore non del territorio, ma di respiro nazionale che per noi costituisce un salto in avanti per diffondere sempre di più la rivista al di fuori della provincia. In particolare ci rivolgiamo al mondo universitario: questa è una pubblicazione che suscita sempre interesse tra gli studiosi e gli addetti ai lavori, il che per noi è di grande significato. Inoltre perseveriamo nell’idea che il cartaceo sia importante”.


L'attenzione dedicata ai luoghi della Memoria e al Museo diffuso

Proprio questa linea ha portato l’Istituto a dilatare i propri interessi: “Ci interessiamo a tutte le scienze umane in generale e alla storia contemporanea. Non solo quindi la Resistenza ma di tutto il mondo contemporaneo nei suoi vari aspetti”. Il numero che viene presentato invece è incentrato proprio sulla Resistenza ma con un taglio molto originale. “Il nuovo Quaderno – dice Antonella Ferraris - ha come focus questa volta proprio la Resistenza, in occasione della ricorrenza dell’appena concluso 2025 degli ottant’anni della Liberazione. Però incentrando l’attenzione sui luoghi della Memoria. Non a caso a questa presentazione partecipano Daniele Borioli, presidente dell’Associazione Memoria della Benedicta, e Domenico Ravetti, presidente del Comitato Resistenza e Costituzione: sono presenti non per il loro ruolo istituzionale ma perché hanno scritto nella rivista dei saggi proprio su questi temi. In particolare Ravetti sta portando con il Comitato Resistenza e Costituzione della Regione un progetto per valorizzare i luoghi di memoria della Lotta di Liberazione”.

Questo è un aspetto di grande attualità che lega l’impegno istituzionale a ricerche e studi: “Ci sono luoghi di memoria materiale e immateriale al tempo stesso. Pubblichiamo tutta una serie di testi sulla necessità di costruire una sorta di museo diffuso della Resistenza piemontese, passando da luoghi tradizionali come la Benedicta ad altri più recenti quale il memoriale della Brigata partigiana Cornaggia di Biagasco, vicino a Pozzol Groppo, a cui abbiamo dato un contributo dal punto di vista scientifico. Quest’ultimo nasce da un progetto locale per valorizzare un episodio che fino ad ora era legato soprattutto alla storia orale, a significare che la Resistenza nella provincia di Alessandria è ancora qualcosa di vivo e oggetto di discussione”.

Tutto il discorso del Museo Diffuso si colloca all’interno di una discussione molto ampia che va al di là del Piemonte. “Ricordo – sottolinea Antonella Ferraris - che la rete nazionale Parri sta lavorando a Milano per un Museo nazionale della Resistenza. In un certo senso il Piemonte potrebbe arrivare addirittura prima. Non dico che costituisca un esempio, ma può essere sulla buona strada per diventarlo”.

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