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Enrico Pagano: "Sul Museo Diffuso della Resistenza ci aspettiamo un vero sostegno"

Sulla questione, che continua a produrre scintille tra maggioranza e opposizioni in Regione, interviene il Direttore della rete degli Istituti Piemontesi della Resistenza


di Alberto Ballerino


Si continua a discutere sullo scontro avvenuto nella discussione  sul Bilancio regionale dove sono state bocciate le proposte di Domenico Ravetti di stanziare 500mila euro per dare avvio al museo diffuso della Resistenza, di aggiungere risorse ulteriori per gli Istituti storici della Resistenza (tra l’altro stanno ancora aspettando i contributi dall’assessore Chiarelli) e di rifinanziare la legge sui monumenti partigiani, per rendere possibili interventi di restauro. Polemica rilanciata ieri da un articolo apparso sulle pagine locali de La Stampa di Alessandria. Cinque colonne in cronaca da cui Ravetti ha tuonato contro la Giunta Cirio, giudicata insensibile nel dedicare attenzione alla tutela dei monumenti e sacrati dedicati alla Resistenza.

Parole che a grandi linee sono condivise anche dagli Istituti della Resistenza del Piemonte. Di sicuro per la parte che riguarda gli investimenti per la ricerca, come osserva Enrico Pagano, direttore dell’Istituto di Vercelli e della rete degli Istituti Piemontesi. “Gli istituti storici – dice - hanno un finanziamento regionale invariato da molti anni e che perciò potrebbe essere rivalutato. Invece spesso e volentieri viene minacciato. Rispetto al sostegno dato fino a quindici anni fa, oggi siamo a un livello pressoché dimezzato e questo naturalmente comporta de sacrifici. Altro problema sono i tempi di erogazione, quasi mai nell’anno di competenza dal punto di vista del bilancio e questo poi ci crea sofferenze di cassa. Alcuni Istituti sono costretti ad andare in anticipazione e così, dovendo corrispondere l’interesse che ha fatto credito, risulta come se il finanziamento venisse tagliato”.

Oltre all’ordinario, si pone il problema del Museo diffuso della Resistenza. “Bisogna dire che con la Regione su questo si sono create indubbiamente delle aspettative anche operative. Noi metteremmo a disposizione tutto il nostro lavoro  e la nostra competenza ma, trattandosi di un progetto non ordinario  ci aspettiamo un adeguato sostegno economico finanziario. In proposito a marzo avremo un incontro con il presidente della Regione, l’assessore competente e il presidente del Comitato, che è proprio Domenico Ravetti. Confidiamo che in questa occasione emergano delle prospettive solide e concrete”.

Il momento però non è facile. “Purtroppo gli istituti vivono dei momenti economicamente non facili perché risentono di quella che è una condizione generale. Però con la Regione abbiamo sempre avuto un rapporto di collaborazione e improntato alla lealtà, di qualunque colore sia stata l’amministrazione con cui ci siamo di volta in  volta confrontati. Tant’è vero che sul Gonfalone della Regione c’è la Medaglia d’Oro al Valor Civile per la guerra di Liberazione grazie al dossier a cui abbiamo contribuito come Istituti storici nell’ambito della nostra attività ordinaria, senza incentivi dal punto di vista economico. In molte occasioni ho ascoltato il presidente Cirio ribadire con forza che la Resistenza e i suoi valori sono nel Dna del Piemonte. E non potrebbe essere altrimenti, dopo venti mesi di lotta contro il nazifascismo, iniziatasi già dall'8 settembre 1943. Il museo diffuso può diventare anche un’importante risorsa da un punto di vista turistico culturale. Questo progetto con il coinvolgimento degli istituti in primo piano credo possa essere molto importante e affidabile. Il vice presidente Ravetti giustamente mette in evidenza la necessità di sostenere questa attività con previsioni di bilancio o con altre forme che però devono vedere la Regione protagonista. Noi ci aspettiamo perlomeno questo così come siamo disponibili a dare tutto quello che possiamo e non è poco: abbiamo tutti un’esperienza consolidata da più di mezzo secolo, addirittura  quello di Torino da 80 anni. Negli istituti c’è un patrimonio di archivi,  biblioteche e competenze costruito e sostenuto negli anni dalla Regione, quindi in qualche modo auspichiamo che questo ente possa rivedere anche le sue risorse economiche non per gestire l’ordinario, ma anche per intraprendere un progetto così importante e rilevante come il Museo Regionale diffuso della Resistenza che sarebbe nel panorama non solo italiano a europeo un unicum. Ci dovrebbe essere la condivisione di un obiettivo molto ambizioso nei suoi criteri, nella sua impostazione e anche in un sostegno economico importante”.                                                                                                                                                                                                                            

 

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