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Blitz di Pisani a Torino per incontrare i sindacati di polizia

  • Vice
  • 22 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 16 minuti fa

Appena arrivato il Capo della Polizia di Stato ha fatto visita agli agenti del Quinto reparto mobile


di Vice


@Paolo Siccardi
@Paolo Siccardi

Non è stata stata una "visita" pastorale, né di circostanza a Torino quella del capo della Polizia di Stato, dopo dopo la guerriglia urbana di sabato sera, in corso Regina Margherita.

Vittorio Pisani si è presentato nel capoluogo piemontese poco dopo le tredici, dopo una serie di smentite che si erano inanellate fin da ieri sera, quando i rumours romani indicavano con certezza la sua salita al nord per incontrare gli agenti dei reparti maggiormente esposti negli scontri, a cominciare dal V reparto mobile di via Veglia, punta di diamante dell'ordine pubblico nelle manifestazioni a Torino e non solo, reparto a sé (come tutti quelli mobili) rispetto alla Questura, sia per condizioni e turni di lavoro, stipendi integrati dalle voci di straordinario (che compensano turni massacranti) e metodi specifici di preparazione e, ultimo ma non meno importante, vincoli di cameratismo che possono sviluppare elementi di solidarietà elettivi.

Scontata dunque l'attenzione ad esso riservata dal Capo della Polizia che si ritrova a gestire la patata bollente di Torino, a poco meno di un mese dall'avvicendamento del Questore con la chiamata da Bari, dov'era a capo della Questura dal 2024, del dott. Massimo Gambino (la cui esperienza della penisola da sud a nord è arrivata al massimo alla latitudine di Perugia) in sostituzione del dott. Paolo Sirna che ha fatto il percorso inverso, da Torino a Reggio Calabria.

Singolare scelta dei vertici del Viminale per una città come Torino in cui si è deciso di usare il pugno di ferro con il centro sociale Askatasuna all'indomani (ufficiosamente, ma in realtà ben prima) dell'irruzione nella sede de La Stampa, nella giornata di sciopero dei giornalisti. Singolare, perché rimane un punto di domanda quanto avrà potuto comprendere il nuovo arrivato del vaso di Pandora che dal 18 dicembre era stato scoperchiato in città con lo sgombero dell'immobile di corso Regina Margherita.

"All'improvviso", come cantava Mina: il governo ha deciso il taglio gordiano di un problema costato alle forze dell'ordine una decina di feriti, lo sdegno del quartiere Vanchiglia per la militarizzazione e il presidio delle strade adiacenti, con il sindaco Stefano Lo Russo spiazzato dall'iniziativa del Viminale, mentre Askatasuna coglieva l'occasione al volo di annunciare una manifestazione nazionale di protesta e solidarietà. In altri termini, la chiamata alle armi dell'ala - più che una frangia - barricadiera dell'antagonismo, priva di un baricentro politico, con un retroterra modesto e incline a nutrirsi di una visione antisistema che si preclude qualunque forma di dialogo costruttivo: il nichilismo come psicopatologia sociale.


@Paolo Siccardi
@Paolo Siccardi

Ma di tutto questo avrà parlato il Capo della Polizia a chi rischia nelle strade? Oppure saranno stati i suoi stessi agenti a chiedere conto dei provvedimenti adottati dal Viminale? Se non altro per illuminare alcune situazioni controverse nelle operazioni di prevenzione emerse proprio dai filmati, come hanno raccontato anche i residenti del quartiere.

Aspetti che il dott. Vittorio Pisani avrà dovuto affrontare verosimilmente nell'incontro coi sindacati in concomitanza della comunicazione del ministro dell'Interno Piantedosi alla Camera. Quest'ultima merita una parentesi. L'informativa del ministro, cui è seguito dibattito, ha avuto, è doveroso riconoscerlo, il pregio di non scivolare nel cerchiobottismo. Il ministro è stato franco e ha aggregato con spirito democratico, per non fare torto a nessuno, i manifestanti buoni (maggioranza) con quelli cattivi (minoranza), rinunciando a esplicitare la sostanziale differenza tra persone perbene che godono (ancora) dei diritti civili e chi si comporta da criminale. Alla stessa stregua ha accusato la parte politica che ha partecipato al corteo di coprire i criminali.

Un linguaggio crudo che a molti è apparso preludere a un decreto sicurezza formato regime autoritario, in cui gli elementi di disturbo - non si sa su quali basi classificati come tali e per quali avvenimenti (versione daspo sportivo?) - saranno sottoposti a fermo di sicurezza. Al netto della proposta, comunque un déjà vu, perché fu introdotta negli anni di piombo, dimostrandosi inutile. E pericolosa. Perché a rimorchio si è costretti a domandarsi chi dovrà adottarlo, se non viene commesso alcun reato, nemmeno a livello di tentativo. Inoltre, ammettendo di applicarlo regolarmente, i fermati dove saranno trattenuti? In uno stadio, come nel Cile di Pinochet? E quale a Torino? Quello del Comune, dove gioca il Toro o quello della Juventus?


@Paolo Siccardi
@Paolo Siccardi

Ancora. Sullo scudo penale per i poliziotti, che cosa si intende? Si vuole evitare l'iscrizione nel registro indagati quando si tratta di legittima difesa? Ma per stabilire se si tratta di legittima difesa occorre avviare un procedimento penale con indispensabile iscrizione nel registro...

Ma di tutto questo ben difficilmente il dott. Pisani avrà discusso con i sindacati, tutti sul sentiero di guerra, ma con opinioni e richieste differenti. Nulla che il Capo della Polizia già non sapesse, per la verità. Lo sa dal 18 dicembre, quando sulla sua scrivania erano stati accatastati il mattinale della Questura di Torino e la mazzetta dei giornali con le dichiarazioni degli esponenti sindacali, una parte abituata al glossario da lamentificio perenne, l'altra più attenta alle condizioni di sicurezza del personale al servizio dello Stato, quello stesso Stato che non sempre mostra la dovuta attenzione verso i suoi servitori.



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