"Distruggere per conquistare", ripresi gli attacchi di Israele nel sud del Libano
- La Porta di Vetro
- 11 ore fa
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"Distruggeremo ponti e case". Il ministro della Difesa israeliano Katz non si è nascosto dietro perifrasi, secondo il suo stile. Che è anche quello del primo ministro Netanyahu. L'offensiva dell'esercito israeliano in Libano è ripresa oggi, lunedì 23 marzo, con l'obiettivo di eliminare le postazioni Hezbollah, dopo l'attacco a Israele delle milizie filoiraniane del 2 marzo scorso, in seguito all'uccisione del Guida Suprema dell'Iran Ali Khamenei. Motivazione che si trascina dietro il preciso disegno di Israele di penetrare ulteriormente nell'area meridionale del Libano e di costringere gli abitanti ad abbandonare la propria terra. L'esodo prosegue con intatta drammaticità. Si calcola dall'inizio della guerra, sia sfollato verso il nord del Paese almeno un milione di persone.
L'invasione di terra è dietro l'angolo. L'allarme è del presidente libanese Joseph Aoun. Nel condannare le operazioni israeliane, che mirano alla distruzione di infrastrutture e strutture, in particolare il ponte di Qasmiyeh sulla strada che collega Tiro a Sidone e Beirut, e tutti i ponte sul fiume Litani, Aoun ha denunciato l'ennesima escalation militare che viola la sovranità del Libano. Per il presidente libanese, si legge sui media locali, la distruzione dei ponti sul fiume Litani è "un tentativo di tagliare il legame geografico tra la regione meridionale di Litani e il resto del territorio libanese" che ostacola la consegna degli aiuti umanitari e "rientra in schemi sospetti per stabilire una zona cuscinetto, consolidare l'occupazione e perseguire l'espansione israeliana all'interno del territorio libanese".
Il ponte Qasmiyeh è uno snodo di rilevante importante strategica, ma al tempo stesso riveste significative implicazioni umanitarie, influenzando le rotte di evacuazione e l'accesso agli aiuti. Implicazioni che non hanno trovato spazio nelle dichiarazioni dei vertici del governo Netanyahu, secondo cui l'esercito deve distruggere le infrastrutture per impedire a Hezbollah di rifornirsi di armi, e demolire le case libanesi nei villaggi di confine per contrastare le minacce alle comunità israeliane.
Il capo dell'esercito israeliano Eyal Zamir ha dato una cornice transregionale alle operazioni in corso, inquadrando l'offensiva nella guerra contro l'Iran. Traduzione automatica per i commentatori libanesi: tra Israele e Hezbollah lo scontro "tende ad evolversi in una campagna a lungo termine con obiettivi militari definiti e implicazioni geopolitiche più ampie". E ciò spiega l'intensificazione delle azioni militari dell'IDF che nelle ultime settimane si sono concretizzate in più di 2.000 obiettivi colpiti. Azioni che indiano uno sforzo costante per degradare le capacità di Hezbollah piuttosto che semplicemente scoraggiare attacchi.[1]
Per contro, i media di Hezbollah hanno diffuso ieri un video che mostra i combattenti del gruppo in prima linea e si rivolge alle loro famiglie e sostenitori in occasione dell'Eid Al-Fitr, la festa che segna la fine del Ramadan. Il messaggio si conclude con un incitamento alla Resistenza, che "rimane disciplinata, vigile e determinata fino alla vittoria finale". Commento, in forma indiretta, come riporta Almanar, alla ferocia degli scontri tra miliziani e Idf avvenuti sabato scorso, nelle città di Khiam e Naqoura, nel Liano meridionale.[2]
Note
[1[Colpisce un ponte israeliano 'preludio all'invasione terrestre', avverte il presidente libanese Aoun | The National; Israele colpisce 2.000+ obiettivi – ora si prepara a una grande escalation contro Hezbollah; Israele 'promuoverà operazioni terrestri mirate' in Libano: capo dell'esercito - L'Orient Today:m.naharnet.com/stories/en/319103-katz-says-israel-to-destroy-south-bridges-border-homes-as-warning-issued-for-al-qasmiyeh-bridge













































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