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Viaggio nell'Italia insolita e misteriosa...

Il borgo di Calcata e il mistero della reliquia scomparsa

di Ivano Barbiero


Si spinge a sud del Viterbese, quasi ai confini della provincia di Roma, e nel mezzo di una storia antichissima: oggi, il nostro infaticabile viaggiatore è a Calcata, case medioevali piazzate su uno sperone di tufo nella valle del Treja, meno di mille anime, uno dei borghi più strani del Lazio.

Di qui, Ivano Barbiero traccia un racconto che oscilla tra il misticismo e la leggenda: la reliquia del prepuzio di Gesù. Reliquia però contesa... come è doveroso in qualunque altro mistero degno di questo nome.


Secondo le statistiche della Conferenza Episcopale Italiana nella nostra penisola ci sono circa 25.000 parrocchie e oltre 100.000 edifici di culto tra chiese, cappelle e santuari. È una delle più grandi concentrazioni di edifici religiosi al mondo. Molti custodiscono reliquie, alcune famose, altre dimenticate. Tra XI e XV secolo in Europa esistevano reliquie incredibili: latte della Vergine Maria, piume dell’arcangelo Michele, tre teste diverse di Giovanni Battista, oltre trenta chiodi della croce. Lo storico protestante Giovanni Calvino ironizzò nel XVI secolo: “Se si riunissero tutte le reliquie della vera croce si potrebbe costruire una nave”. Era ovviamente un’esagerazione polemica. Ma rende bene l’idea di quanto il Medioevo fosse affascinato dalle reliquie.

Tra reliquie che sanguinano, corpi incorrotti, animali esotici appesi alle volte e oggetti misteriosi scomparsi, le chiese italiane custodivano e custodiscono tuttora un patrimonio unico di storia e devozione. Tra tutte queste storie, nessuna resta affascinante quanto quella del Santo Prepuzio di Calcata, comune laziale di 900 abitanti in provincia di Viterbo. Una reliquia minuscola, capace però di attraversare mille anni di storia e di sparire nel silenzio, come un enigma medievale rimasto senza soluzione.


Il paese di Calcata, è arroccato su uno sperone di tufo nella valle del Treja, ed è uno dei borghi più strani del Lazio. Poche centinaia di abitanti, una piazza minuscola, vicoli medievali. È composto da due nuclei distinti: Calcata Nuova, l’insediamento moderno dove la maggior parte della popolazione si è trasferita a partire dagli anni ’60, dopo che il vecchio borgo medievale fu dichiarato a rischio crollo; Calcata vecchia che è diventato nuovamente il vero cuore pulsante. Abbandonato per decenni è stato miracolosamente ripopolato a partire dagli anni’60 ’70 da artisti, hippy e intellettuali. Una popolazione eterogenea proveniente da tutto il mondo, attratta dal fascino decadente e dai costi irrisori. In breve, tutte queste persone hanno trasformato questo posto in una vivace comunità creativa,

Oggi, il borgo è un gioiello restaurato, con case di tufo, viuzze strette e botteghe artigiane. Tra i vari spazi culturali spicca l’Opera Bosco - Museo di Arte nella Natura, un percorso artistico immerso nel bosco con opere realizzate esclusivamente con materiali naturali. Però in passato il richiamo era un altro, perché qui, per oltre quattro secoli, si custodiva una reliquia che imbarazzava perfino il Vaticano: il Santo Prepuzio di Gesù Cristo. Poi, una mattina del 1983, la reliquia scomparve dalla chiesa locale del Santissimo Nome di Gesù. Senza testimoni. Senza spiegazioni. E da allora nessuno sa dove sia finita.


La storia comincia con un passo evangelico preciso. Nel Vangelo di Luca (2:21), si racconta che Gesù fu circonciso otto giorni dopo la nascita, come prescriveva la legge ebraica. Il frammento di pelle asportato durante la circoncisione diventò, nella devozione medievale, una reliquia fisica del corpo di Cristo. Ma qui iniziano i problemi, perché le fonti storiche mostrano che non esisteva un solo Santo Prepuzio. Nel Medioevo molte chiese europee sostenevano di possederlo. Fonti storiche parlano di un numero che oscilla tra 8 e 18 (o addirittura 32) località. Tra quelle più note: l’Abbazia di Charroux, la Cattedrale di Anversa, l’Abbazia di Coulombs, la Basilica del Laterano. Ogni città sosteneva di avere quello vero. I pellegrini arrivavano da tutta Europa. Le reliquie significavano potere, prestigio e ricchezza.

Una delle tradizioni più diffuse racconta che la reliquia di Calcata sarebbe arrivata in Europa ai tempi di Carlo Magno. Secondo una cronaca medievale, un angelo avrebbe consegnato il prepuzio all’imperatore Carlo Magno che lo avrebbe poi donato a Papa Leone III. Il problema è che gli storici non trovano prove contemporanee di questa storia. È probabilmente una costruzione agiografica dell’epoca carolingia.

La vicenda documentata comincia davvero nel 1527. È l’anno del terribile Sacco di Roma, quando i lanzichenecchi devastano la città. Secondo la tradizione locale, un soldato tedesco saccheggia un reliquiario nella basilica romana dove era conservato il Santo Prepuzio, fugge verso la campagna laziale, nasconde il reliquiario nel borgo di Calcata.

Anni dopo il reliquiario sarebbe stato ritrovato e consegnato alla chiesa del paese: la Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano e del Santissimo Nome di Gesù. Qui resterà per più di 450 anni.


Ogni 1º gennaio, festa della circoncisione di Gesù, la reliquia veniva esposta ai fedeli. Pellegrini arrivavano da tutta Italia. Ma col passare dei secoli la reliquia diventò sempre più imbarazzante. Il problema teologico era evidente: se Cristo è risorto con il suo corpo glorioso…come può mancare un pezzo?

Nel 1900, dopo una disputa con un’altra chiesa europea, il Sant’Uffizio vietò ufficialmente di parlare del Santo Prepuzio. Non fu proibita la reliquia in sé, ma qualsiasi discussione pubblica. Da quel momento la reliquia sparì quasi dalla memoria della Chiesa. Non da Calcata.

Nel 1983 arriva il mistero: nella sacrestia della piccola chiesa del Viterbese il reliquiario sparisce. Il parroco denuncia il furto. Qualcuno dice che l’oggetto sacro fosse custodito addirittura in una scatola da scarpe! Succedono inoltre cose strane: nessuna indagine approfondita, nessun recupero, nessuna spiegazione ufficiale. Il caso si chiude nel silenzio.

Gli storici oggi considerano tre possibilità. Innanzi tutto, il furto: qualcuno avrebbe rubato la reliquia. O per il valore storico o per la curiosità macabra oppure per il mercato clandestino delle reliquie. Secondo alcuni studiosi il Vaticano potrebbe invece aver fatto sparire la reliquia. Il motivo? Semplice, evitare imbarazzo teologico e mediatico. Non esistono prove. Ma la coincidenza con il divieto del Sant’Uffizio alimenta il sospetto.

Una voce locale racconta infine che un sacerdote avrebbe nascosto il reliquiario per evitare furti o profanazioni. Ma nessuno lo ha mai ritrovato. E nessuno sa se sia stata rubato, nascosto, oppure distrutto (parliamo del suo contenuto). Nel piccolo borgo di Calcata, però, la storia non è mai davvero finita. Perché, come dice ancora qualcuno nel paese: “Se quella reliquia è esistita davvero, da qualche parte deve pur essere”.

Tutto qui? Affatto. Anche all'Abbazia di Charroux si riteneva fosse custodito il Santo Prepuzio. La storia di questa reliquia a Charroux è molto antica e ricca di colpi di scena. L'origine (800 dopo Cristo. circa): la tradizione locale narra che fu Carlo Magno a donare la reliquia ai monaci. Secondo la leggenda, l'Imperatore l'aveva ricevuta direttamente da un angelo. La sua presenza è documentata con certezza almeno dal 1082, quando fu esposta durante un concilio. Lo "scontro" con Calcata avviene nel XIX secolo. Dopo secoli di venerazione, la reliquia scomparve dalla chiesa francese. Ricomparve miracolosamente nel 1856, quando un operaio disse di aver trovato il reliquiario nascosto in un muro durante dei lavori nell'Abbazia. Questa riapparizione creò un acceso conflitto con il paese di Calcata, che nel frattempo custodiva e venerava quello che riteneva essere lo stesso prepuzio.


La "gara" tra Charroux e Calcata per il Santo Prepuzio si concluse in un modo che definire "singolare" è quasi un eufemismo. Praticamente, la Chiesa risolse la disputa... proibendo del tutto l'argomento.

Ecco come andò a finire, in tre atti: Atto I: La "Riscoperta" e la Sfida (1856). Quando a Charroux ricomparve il prepuzio, la cittadina francese tornò alla carica. A quel punto, però, Calcata (che venerava la sua reliquia dal 1557) non ci stette e si scatenò una vera e propria "guerra teologica" tra le due fazioni, ognuna che sosteneva di possedere l'unico e vero prepuzio.

Atto II: L'Intervento del Vaticano (1900). La disputa stava diventando imbarazzante. Avere due "prepuzi veri" in giro per l'Europa non era esattamente un bellissimo biglietto da visita. Così con un decreto del Sant’Uffizio, il Vaticano impose il silenzio assoluto sul Santo Prepuzio, vietando di parlarne o scriverne sotto pena di scomunica. Non fu dichiarato falso né autentico: un caso rarissimo nella storia della Chiesa, in cui una reliquia non venne confutata ma semplicemente resa “indicibile per decreto”, cancellata dal discorso pubblico per imbarazzo teologico e proliferazione incontrollata di presunti esemplari.

Atto III: L'Epilogo (1983). Nonostante il silenzio imposto dal Vaticano, la tradizione a Calcata continuò, con processioni regolari fino agli anni '80. Poi, il colpo di scena finale: nel 1983, poco prima della processione del 1º gennaio, il reliquiario contenente il prepuzio fu rubato dalla chiesa.

Potrebbe già bastare, però per amor di cronaca è d’obbligo ricordare che oltre a Roma, Charroux e Calcata, il possesso del Santo Prepuzio è stato rivendicato pure da Anversa, in Belgio. Qui la reliquia era famosissima dal 1100. Si dice che durante una messa, il vescovo di Cambrai vide uscire tre gocce di sangue che macchiarono i lini dell'altare. Per questo miracolo, nel 1426 venne fondata una confraternita apposita ("Confraternita del Santo Prepuzio") e la reliquia era meta di pellegrinaggi e processioni solenni.


A Coulombs (Francia), nella diocesi di Chartres, c’era pure questa reliquia a cui veniva attribuito il potere di rendere feconde le donne sterili e di proteggere le partorienti. Nel 1421, il re Enrico V d'Inghilterra la chiese e la ottenne in prestito perché sua moglie, Caterina di Valois, era incinta. Dopo la nascita del figlio (il futuro Enrico VI), fu così convinto di aver beneficiato del miracolo che fu riluttante a restituirla.

Pochi lo sapranno, ma anche Santiago di Compostela (Spagna), uno dei centri di pellegrinaggio più importanti della cristianità, non voleva essere da meno e vantava il possesso del prepuzio tra le sue reliquie. Quasi fosse una moltiplicazione dei pani e dei pesci, questa particola sacra si trovava anche a Besançon (Francia), dove la cattedrale di questa città francese sosteneva di custodire il sacro frammento. Stesso discorso per Metz (Francia), dove in un'altra chiesa nella regione della Lorena era inclusa nell'elenco dei reperti sacri. La presenza della reliquia è attestata inoltre nella storica città tedesca di Hindesheim (Germania) e pure a·Conques (Francia), in un’altra famosa abbazia, tappa del cammino di Santiago. Per fare buon peso possiamo anche aggiungere le chiese francesi di· Langres, Fécamp, Le Puy-en-Velay, Alvernia (Auvergne.). Ebbene anche in tutti questi luoghi, o in un modo o nell’altro, la reliquia è scomparsa.

La maggior parte dei Santi Prepuzi vennero persi o distrutti durante due grandi periodi storici: la Riforma protestante (XVI secolo), quando molti iconoclasti riformati distruggevano quelle che consideravano superstizioni, e la Rivoluzione francese (fine XVIII secolo), con la soppressione degli ordini religiosi e la dispersione o distruzione di innumerevoli reliquie e tesori ecclesiastici.

Resta quindi il giallo di Calcata con l'ultima reliquia ad essere stata venerata pubblicamente e ininterrottamente sino al 1983. Da allora, non se ne è saputo più nulla, alimentando misteri e leggende su un possibile furto comune o su una "sparizione pilotata".

 


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