Allarme microplastiche: sono anche nei cervelli delle api
- Giuseppe Altieri
- 18 ago 2025
- Tempo di lettura: 2 min
di Giuseppe Altieri

Riceviamo e pubblichiamo
La notizia non è di ieri, né di oggi, ma è semplicemente dominante, perché ogni giorno riceviamo allarmi sulla diffusione di microplastiche. Che cosa sono? Partiamo da una identificazione che è facile reperire sul web: si tratta di particelle di plastica le cui dimensioni sono inferiori a 5 millimetri. Si dividono in primarie, prodotte intenzionalmente per essere usate in prodotti come cosmetici o detergenti, e secondarie, derivanti dalla degradazione di oggetti di plastica più grandi. Sono considerate una forma di inquinamento ambientale che rappresenta un rischio per la salute umana e l'ecosistema.
Infatti, la loro pericolosità è documentata, per esempio, dal livello di inquinamento che si registra in tutti i principali fiumi italiani. Inoltre, studi recenti hanno documentato che vi è la possibilità che le microplastiche entrino nella catena alimentare. E qui si arriva all'ultimissima notizia, che se è associata a una nota pubblicità progresso che viene regolarmente diffusa su numerose reti pubbliche e private, porta l'allarme a livelli cosmici: le microplastiche sono state trovate anche nel cervello delle api, degli stessi insetti imenotteri a rischio estinzione. Quindi, per effetto transitivo, proviamo a immaginare che cosa potranno produrre le microplastiche nei nostri cervelli. E' soltanto una questione di tempo. Ne consegue, che fermare la plastica nel settore agroalimentare è un diritto Costituzionale! Oltretutto essa concentra residui di pesticidi che sono responsabili dell'ecatombe di api, ovvero i principali indicatori dello stato di salute dell'ambiente, insieme agli spermatozoi, nei quali è stata ritrovata microplastica sin dentro il DNA. Gli esseri umani pertanto si ammalano o rischiano da dare vita alterata a bambini danneggiati nel DNA. A meno che non ci si voglia accontentare di riprodurre bambolotti plastificati, con intelligenza artificiale robotizzata.
La soluzione di contrasto è a portata di mano: stop all'uso della plastica e stop ai pesticidi. Sostituiamo la plastica con carta, legno, fibre tessili come la canapa per le reti da pesca, per legare le balle di fine per evitare di intossicare gli animali (che spesso ingeriscono la plastica bucandosi lo stomaco), e mille altri usi in bioedilizia, industria delle auto, agricoltura, ed ogni altro materiale naturale perfettamente biodegradabile. I diritti alla salute e all'ambiente sono prioritari e lo Stato deve intervenire sostenendo i maggiori costi. Ne va del nostro presente e del futuro delle prossime generazioni.













































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