Alberto Trentini, 349 giorni nelle carceri venezuelane
- La Porta di Vetro
- 30 ott 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Intanto a Caracas, il governo chavista denuncia il tentativo dei servizi segreti americani di rapire il presidente Maduro. Anche se non vi è una stretta correlazione tra la tensione internazionale in Venezuela e il destino di Trentini, aumenta il rischio di nuove complicazioni sul piano diplomatico per liberare il nostro connazionale.
Gli Stati Uniti hanno cercato di corrompere il pilota personale del presidente Nicolás Maduro, il generale Bitner Villegas. L'obiettivo era quello di convincerlo a dirottare l'aereo presidenziale venezuelano per favorire l'arresto di Maduro da parte degli Usa.[1] La notizia è stata data con grande evidenza dal quotidiano on line El Nacional. Il piano sarebbe stato orchestrato dall'amministrazione Biden e l'operazione affidata all'agente federale Edwin López, scrive il quotidiano di Caracas, che precisa anche il mese e l'anno dei primi contatti tra gli Usa e il generale Villegas: "Tutto è iniziato nell'aprile 2024, quando un informatore si è presentato all'ambasciata degli Stati Uniti nella Repubblica Dominicana con informazioni su due aerei Maduro in riparazione sull'isola. Lopez, allora addetto al Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS), vide l'opportunità di presentare ai piloti un piano per tradire il presidente. López si è concentrato su uno degli aviatori, il generale Bitner Villegas, pilota personale di Maduro, ex membro della Guardia d'Onore Presidenziale e figura di fiducia del Palazzo di Miraflores. Durante l'incontro nell'hangar, l'agente gli assicurò che se fosse riuscito a portare Maduro a un punto sotto il controllo degli Stati Uniti – la Repubblica Dominicana, Porto Rico o anche la base navale di Guantanamo – la sua vita sarebbe cambiata per sempre.
Con il passare dei mesi, il piano si è complicato. Lopez ha continuato a comunicare con Villegas tramite WhatsApp e Telegram, anche dopo il suo pensionamento dal DHS nel luglio 2025.
La politica aggressiva di Donald Trump a Maduro, accusato di gestire il narcotraffico verso gli Stati Uniti, che ha schierato navi da guerra, velivoli d'invasione, truppe da sbarco, nel mar dei Caraibi, avrebbe dato ossigeno al piano e, soprattutto, aggiunge El Nacional, giornale tutt'altro che tenero con il regime di Maduro, nuovi finanziamenti stimati attorno a 50 milioni di dollari. Nella ricostruzione compaiono altre figure e personaggi, finalizzati a creare sconcerto nell'entourage di Madero e una caduta di fiducia nei confronti di Villegas, riapparso comunque sulla televisione di Stato, insieme al ministro dell'Interno e vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela, Diosdado Cabello.
Quest'ultimo ha elogiato la "lealtà incrollabile" del pilota e lo ha definito un "coraggioso patriota". Secondo fonti vicine a El Nacional, il progetto dei servizi segreti americani avrebbe destabilizzato il governo venezuelano che "ha rafforzato i protocolli di sicurezza sui voli presidenziali e ha limitato l'accesso dei piloti alla cerchia ristretta di Maduro".
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