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Uno scisma calcistico inevitabile

di Menandro|

La pandemia rivoluziona anche il calcio. E la notizia ha la potenza di un uragano. Dodici club europei, i più blasonati e ricchi, tra cui le società italiane Juventus, Inter e Milan le spagnole Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid, le inglesi Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester United, Manchester City e Tottenham Cit Inter e Milan, hanno fondato la Superlega europea. E tra le motivazioni addotte c’è proprio l’effetto prodotto dalla lunga stagione pandemica. Ma Uefa e Fifa hanno già minacciato scomuniche, sanzioni, esclusioni dai rispettivi campionati. La classica reazione di chi è stato preso in contropiede, per usare una metafora calcistica. Anzi. La Superlega europea arriva in ritardo. Se ne parlava senza scandalo già qualche decennio fa anche all’interno dei santuari del calcio. La lentezza e la miopia dei sacerdoti calcistici, di coloro che sono ai vertici di Uefa e Fifa ne hanno ritardato la nascita. Oggi si grida ad una sorta di colpo di stato, si adombrano già le carte da bollo e si tirano in ballo i giocatori minacciandoli di non convocarli in nazionale. Tutto in nome della “sana” e “leale” competizione sportiva, del calcio letto come partecipazione democratica ed opportunità di crescita, di una scala di valori che pur rimanendo alla base dello sport, nei fatti si è modificata a vantaggio dello sport spettacolo, dell’organizzazione finalizzata al massimo profitto e di un professionismo che a partire dalla sentenza Bosman del 1995 ha progressivamente cambiato pelle, rivoluzionando i parametri di vincolo ed economici tra giocatori (con i loro procuratori) e società. Stupirsi e gridare oggi “al lupo, al lupo” è da ipocriti, da chi rifiuta la realtà che vede dominare in Italia come in altri campionati europei di élite sempre le stesse squadre, le più potenti e meglio strutturate. Le sorprese sono ormai merce rara. Chi sarebbe pronto a scommettere come nel passato su Bologna, Fiorentina, Cagliari, Torino, Verona, Smpadoria? Persino su Napoli, Roma e Lazio i bookmakers si sentono di offrire le quote sul velluto. Dal 2000 ad oggi Juventus, Inter e Milan si sono spartiti con voracità tutti gli scudetti, ad eccezione di uno vinto dai giallorossi di Totti. E tutto il resto, da tempo, rischia di essere noia.

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