Truffe sentimentali: quando l’amore è troppo bello per essere vero...
- Rosanna Caraci
- 16 apr
- Tempo di lettura: 3 min
di Rosanna Caraci

Le chiamano anche “truffe romantiche” ma di romantico hanno ben poco. Sono veri e propri raggiri, truffe affettive delle quali conosciamo solo la punta di un iceberg sommerso da timori del giudizio, dalla vergogna, dalla depressione che accompagna la sensazione di tradimento e impotenza.
È trasversale, anche se colpisce prevalentemente donne, con un'età media di circa 50 anni, spesso reduci da separazioni o in momenti di solitudine; ci casca, qualsiasi sia il proprio livello culturale e sociale. Come per sottolineare che, quando il cuore ha bisogno di affetto e di amore, si diventa vulnerabili, fragili prede di malintenzionati senza scrupoli. Le truffe sono spesso orchestrate da organizzazioni criminali, talvolta provenienti da Paesi dell'Africa occidentale.
Un "manuale" per difendersi
Ognuno di noi ha un profilo social, ormai la rete è entrata in casa nostra. Non è difficile. Una richiesta d’amicizia, un messaggio su piattaforme, una foto intrigante. Americani, militari, vedovi o separati con figli. Fotografie, rubate chissà dove, rassicuranti e sorridenti. Accoglienti e invitanti come l’esca nella trappola.
Una volta adescata la vittima, il criminale cercherà di carpirne la fiducia, fingendo di essere interessato a una relazione. E a un certo punto, da lì si apre una voragine di richieste di denaro, dapprima un piccolo prestito con una scusa, magari comprare un biglietto per far visita a uno zio malato. Le richieste tenderanno di volta in volta a aumentare di frequenza ed entità, fino a quando il malcapitato o la malcapitata capirà di essere caduta in un raggiro. Violeta Diamante, su tutto questo ha scritto un libro che è insieme testimonianza, denuncia e “manuale” di difesa, dal titolo “Un amore caro” pubblicato con Albatros.
Educatrice di sostegno è membro fondatore e vicesegretaria del Sindacato per la tutela delle donne per noi donne ed è socia volontaria dell'Associazione contro la violenza sulle donne, “Se non ora quando” della zona ovest di Torino e ha scelto di condividere, benché esporsi sia sempre difficile, “lo è ancora di più quando si sceglie di trasformare una ferita personale in una narrazione che tocca corde profonde, sia individuali che collettive”. “Ideare il progetto Un amore caro, del quale fa parte il romanzo, è stato per me un atto necessario e allo stesso tempo doloroso. Ho sentito l'emergenza di dare voce a una realtà invisibile, spesso minimizzata, ma che continua a mietere vittime in silenzio” dice Diamante.
Un giro criminale in Italia pari a oltre 7 milioni di euro nel 2024
L’autrice sottolinea come “Parlare di questo non è solo importante, ma è urgente. Esporsi è stato faticoso, sì, ma il dolore della scrittura è stato anche una forma di riscatto. Avevo paura, ma sentivo una forte responsabilità, quella di rompere il silenzio, di portare alla luce ciò che molti preferiscono non vedere. La vittima si ritrova spogliata, spesso umiliata e soprattutto sola”.
L’obiettivo del romanzo “Un amore caro” e del progetto di sensibilizzazione e denuncia che lo accompagna, è “restituire con onestà, la complessità psicologica di chi subisce una truffa affettiva, senza cadere nella trappola del giudizio”. “Difendersi vuol dire imparare a riconoscere un profilo falso, andare con uno spirito critico nei social web e denunciare aggiunge - i segnali che qualcosa non funziona ci sono, ma non ci credi. È difficile come quando capita con una persona sbagliata che si incontra nella vita”.
Il truffatore, o la truffatrice, appaiono con una vita normale, tranquilla. Persone con cui inizi una nuova conoscenza, all'inizio la vittima si sente molto gratificata dalla nuova presenza, costante e delicata; entrano in puntati piedi nella vita della vittima, per poi diventare una presenza costante, sempre di più. La cosa più difficile è il momento in cui ci si lascia andare, fidandosi pienamente; in quel momento, la sceneggiatura passa al secondo atto con il “ghosting”: il truffatore sparisce per poi ricomparire con storie strappalacrime e con richieste di denaro per risolvere. Denaro che non basta mai e che la vittima, ormai completamente plagiata, spedisce senza farsi troppe domande.
Quando i soldi finiscono, quando la vittima capisce, finisce tutto ed è l’inferno per chi, a quel punto, comprende il gigantesco raggiro.
Gigantesco tanto quando il volume di affari che porta con sé con oltre 7 milioni di euro sottratti nel 2024 e circa 461 casi denunciati alla Polizia postale italiana, cifra che rappresenta solo una parte minima del fenomeno.
Difendersi è possibile. Non inviare mai denaro o dati personali a persone conosciute solo online. Diffidare di dichiarazioni d'amore repentine e storie troppo perfette.
Verificare l'identità tramite videochiamata, che spesso i truffatori virtuali evitano e che in quel caso, come accade anche nelle storie reali non destinate a finir bene, si volatilizzeranno.













































Commenti