top of page

Per passione, non solo musica e parole...

L'onnivoro Riccardo Bertoncelli e il ricordo di Gino Paoli che verrà


a cura del Baccelliere


La notizia della morte di Gino Paoli mi coglie mentre l'articolo sta per essere pubblicato. Mi avverte Michele Ruggiero che mi chiede, da perfetto "direttore-tiranno", un ricordo. Lo scriverò nel pomeriggio. Ora lascio a Riccardo Bertoncelli, che ai più dirà molto meno di Gino Paoli, ma che da più di cinquant’anni è una figura di riferimento per gli appassionati di musica, il centro della scena.

Pop, rock o jazz non importa. Riccardo Bertoncelli si interessa di tutto e scrive solo di quello che lo interessa. La sua firma negli anni è apparsa su giornali e riviste dei più diversi tagli, da quotidiani come l'Unità negli anni Ottanta e, la Repubblica a riviste specialistiche, come la mitica Gong. Più recentemente è approdato a Musica Jazz. In mezzo ha collaborato agli anni gloriosi di Linus, con una rubrica intitolata Musica da non consumare. Fra le altre attività si annoverano la direzione editoriale di Arcana - dal 1985 al 1995 - e quella dell’area musicale di Giunti fino all’anno scorso.

Onnivoro, è considerato un guru della critica rock, ma ha anche una straordinaria apertura nei confronti di mondi sonori apparentemente distanti. Bertoncelli ha appena pubblicato per Feltrinelli Abitavo a Penny Lane. Il libro racconta l’apprendistato del suo autore e i suoi successivi trascorsi nel mondo della musica. Concentrato sugli anni che vanno dai ‘60 all’inizio degli ‘80, il racconto di Bertoncelli rappresenta anche uno spaccato della realtà del nostro paese. Una realtà che con il rock aveva poco a che fare all’inizio del racconto e che, tutto sommato, se lo è fatto scorrere addosso, assorbendone i fenomeni più esteriori senza però esserne toccato in profondità.

Il libro racconta l’esperienza di un ragazzo nato con il rock and roll[1], animato dalla passione per questa musica, curioso di quello che avviene nel resto del mondo e capace di trasformare questa passione in una professione. Professione critico potremmo dire, perché la caratteristica principale di Bertoncelli è la propensione al giudizio. Spesso tranchant. In questa prospettiva il suo nome citato in una delle più controverse canzoni di Guccini[2] non sorprende. Perché Bertoncelli non ha mai accettato di accontentarsi. Per lui seguire la corrente non è mai stata una priorità. La sua opzione, mettere in discussione giudizi dati per consolidati, lo ha spesso portato a emettere sentenze magari discutibili ma spesso illuminanti. Uno spirito libero. Bastian contrario autentico.

Il suo percorso parte con i Beatles e arriva a Frank Zappa. Ha amato Dylan ma anche Sun Ra, coltivando la passione per i talenti che sparigliano. Tipi da B-movie. Come Captain Beefheart. Il libro è pieno di ironia e quasi di affetto. Bertoncelli ripercorre una storia collettiva attraverso gli eventi della sua storia personale. Una storia personale intrecciata con quella di una delle epoche più creative - e discusse - della storia della musica.

Più ancora il libro contiene un’efficace descrizione del sapore della scoperta - essenza della giovinezza. Chi scrive gli deve molto in termini di analisi critica. I suoi giudizi netti, mai neutrali e spesso provocatori, sembrano fatti su misura per alimentare passioni. Quasi banale dedicargli con un Lou Reed di annata[3].


Note

[1] Complice una specie di congettura propugnata dalla rivista Life nel 1992 secondo la quale la data di nascita del rock & roll coinciderebbe con un ballo pubblico alla Cleveland Arena, avvenuto la sera del 21 marzo 1952, compleanno dello stesso Bertoncelli.

[2] “un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli e un prete a sparare cazzate” L’avvelenata da Via Paolo Fabbri, 43 - EMI 1975. La vicenda e la sua conclusione con un incontro chiarificatore con lo stesso Guccini è descritta nel libro con dovizia di particolari. Bertoncelli, diventato quasi amico del Guccini, non si cosparge il capo di cenere e inserisce l’episodio in una prospettiva tutto sommato dignitosa. https://youtu.be/NaDFcej-4Cs?si=2a3XcmFP_Rg-zciQ

Commenti


L'associazione

Montagne

Approfondisci la 

nostra storia

#laportadivetro

Posts Archive

ISCRIVITI
ALLA
NEWSLETTER

Thanks for submitting!

Nel rispetto dell'obbligo di informativa per enti senza scopo di lucro e imprese, relativo ai contributi pubblici di valore complessivo pari o superiore a 10.000,00, l'Associazione la Porta di Vetro APS dichiara di avere ricevuto nell’anno 2024 dal Consiglio Regionale del Piemonte un'erogazione-contributo pari a 13mila euro per la realizzazione della Mostra Fotografica "Ivo Saglietti - Lo sguardo nomade", ospitata presso il Museo del Risorgimento.

© 2022 by La Porta di Vetro

Proudly created by Steeme Comunication snc

LOGO STEEME COMUNICATION.PNG
bottom of page