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Il "troppo stroppia" e il "No" al governo di centro destra

  • Vice
  • 23 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 24 mar

di Vice


Fonte: Eligendo - Ministero dell'Interno
Fonte: Eligendo - Ministero dell'Interno

Il "No" ha vinto. E nettamente. Ma non soltanto respingendo una riforma della giustizia che offendeva la Costituzione e alla quale gli stessi elettori del centro destra credevano più per spirito di bandiera che per intima convinzione. Il "No" ha vinto perché alla fine il "troppo stroppia", anche se ha la faccina di una madonnina o se si presenta con l'atteggiamento di un vecchio compagno di baldorie o se chi fa reclame con frasi antiche di padri della Repubblica, frasi decontestualizzate e abusate per devitalizzare il messaggio della parte opposta. Ora, lo si può dire, senza per questo volere umiliare chi ha votato per il "Sì": il "No" è un no liberatorio. Lo è in politica interna come in politica estera. E se non possono affermarlo i partiti, se lo possono permettere i cittadini, la società civile, sostenuti dalla grande partecipazione alle urne, pari al 58.93 per cento.

È un "No" a tutto tondo alla subalternità che questo governo ha manifestato nei confronti di Donald Trump e alla sua politica guerrafondaia, e alla genuflessione di cui si è reso responsabile dinanzi alle atrocità di Netanyahu verso il popolo palestinese, mentre giovani e meno giovani sono scesi ripetutamente in piazza, manifestando pacificamente per una politica di pace.

È un "No" a tutto tondo alle troppe ambiguità verso l'Europa, verso le sue politiche ambientali, alle strizzatine d'occhio al sovranismo che sfocia nelle conversioni verso il peggiore estremismo di destra, e all'incapacità di riprendere il filo di un discorso che dal Secondo dopoguerra ha avuto nell'Italia una nazione realmente adulta e protagonista nel campo della diplomazia, e non trattata con compiacenza infantile.

È un "No" alla sicumera di chi crede, dal primo ingresso a Palazzo Chigi, che comando e governo siano sinonimi, a dispetto della Costituzione che, non a caso, si intendeva modificare proprio da quel fondamentale paletto per la difesa della democrazia che è la Giustizia.

È un "No" a tutto tondo all'idea che chi "comanda" gode di ogni forma di impunità, perché la legge non si applica, quando si è al Potere o se si applica sempre con discrezione, con quella raffica di se, ma, però, che conduce all'insabbiamento e alla prescrizione.

Ed è un "No" a tutto tondo perché ha dato una risposta perentoria a chi sostiene di lavorare per il bene della nazione, quando l'unico tentativo di riforma (modesta) messa in piedi si è rivelato divisivo per il Paese e umiliante per il Parlamento. Abbastanza per il "No"?

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