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Papa Leone contro la guerra, il potere e la sete di denaro

Aggiornamento: 1 giorno fa

Rabbiosa reazione di Donald Trump alle parole del Pontefice

di Luca Rolandi


Leone XIV continua la sua testimonianza solitaria. Come il suo predecessore Francesco, incurante delle amplificazioni dei Potenti della Terra che non hanno che parole per lo scontro muscolare, l'orrenda politica che giustifica qualunque pretesto e richiamo alla guerra.

Abbandona la bassa voce e la pacatezza irrompe con grido di dolore e di sofferenza condivisa con milioni di donne e uomini, coinvolti. Al bando la supremazia della morte violenta, è in sostanza il suo monito. Dopo la recita del Regina Coeli, il Papa ricorda i tre anni dall’inizio del conflitto in Sudan, rinnovando l’appello a fermare “quanto prima questa guerra fratricida”. Rivolge poi un augurio di pace alle Chiese orientali che celebrano la Pasqua secondo il calendario giuliano ed esorta a non dimenticare il “dramma” del popolo ucraino e di quello libanese. Infine, chiede di accompagnarlo con la preghiera nel viaggio apostolico in Africa, al via domani.

Lo ricorda bene il vaticanista Tornielli quando scrive che le parole del Pontefice, che ha fatto della pace il tratto saliente del suo magistero, sono nette sia nell’individuare la radice ultimamente diabolica della guerra, sia nel rispedire al mittente qualsiasi riedizione del “Dio è con noi”. No, Dio non può essere con chi fa strage di civili. Dio sta con chi soffre, con chi muore sotto le macerie. Colpiscono alcune espressioni utilizzate da Leone XIV: la preghiera è “un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo”, perché chi prega ha coscienza del proprio limite e non uccide, né minaccia. L’esatto contrario di chi fa “di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio”.

Durante la preghiera nella Basilica di San Pietro, Papa Leone XIV non ha menzionato gli Stati Uniti, né il presidente americano Donald Trump, ma il suo tono e il suo messaggio sono apparsi diretti ai funzionari statunitensi e al tycoon, che si sono vantati della loro superiorità militare e hanno giustificato la guerra usando la religione. "Basta con l'idolatria dell'io e del denaro!", ha detto Leone e ha aggiunto: "Basta con l'ostentazione del potere! Basta con la guerra!".

Le frasi arrivate da piazza San Pietro non hanno lasciato, com'era prevedibile, il presidente americano che dal suo personalissimo pulpito dei social ha scaricato una dura invettiva all'indirizzo del Pontefice. “Non sono un grande fan di papa Leone", ha premesso Trump, poiché "è una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nella lotta contro la criminalità”. Affermazioni gratuite, nello stile di un uomo le cui sfuriate lo avvicinano con sempre maggiore evidenza una lugubre figura del Novecento.

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