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SETTIMANA FINANZIARIA. Industriali meno fiduciosi, ma l'occupazione aumenta

a cura di Stefano E. Rossi


Fidarsi è bene… dice il saggio. E noi lo prendiamo in parola. Migliora l’indice di fiducia dei consumatori, che passa da 90,8 a 93,4. Un bel salto all’insù, ma, nel frattempo, l’inflazione a maggio corre senza freni: +3,4% annuo. L’Istat ha appena pubblicato il dato preliminare del mese in chiusura. Vede la corsa dei prezzi al dettaglio accelerare di tre quarti di punto, dal precedente +2,7% di aprile. Per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto va ancora peggio. L’indice sale dal +4,2% al +4,5%. Anche il carrello della spesa riprende a salire velocemente, dopo un periodo di calma, del +0,4% in un solo mese.

ma non fidarsi è meglio. Proseguiva saggio. Sono gli industriali a interpretare alla perfezione questa seconda parte. Infatti, l’indice di fiducia delle imprese peggiora da 95,1 a 94,1. Sanno di avere il polso della situazione economica del paese e l’Istat glielo conferma. Le esportazioni italiane scendono del -2,8% ad aprile. C’è un evidente problema di competitività. Non si riescono a ribaltare sui listini di vendita i costi energetici, sia all’estero come in Italia. Negli ultimi dodici mesi, i prezzi alla produzione dell’industria sono saliti del +6,8%, ma il fatturato non ha tenuto il passo: +4,4%. La dinamica è chiara: ai prezzi più alti è conseguito il rallentamento dei volumi delle vendite. Per qualcuno, è un pessimo affare e sono possibili perdite di bilancio.


La ricetta del presidente di Confindustria Orsini 

Confindustria apre l’assemblea annuale in un clima di diffuso sconforto. Il suo numero uno Emanuele Orsini prova a risollevare gli animi. Probabilmente si rivolge più agli assenti che ai presenti e proclama la sua ricetta: fiducia, coraggio, competitività. Dice: serve coraggio perché il tempo che stiamo vivendo non ammette attese, esitazioni, incertezze o ritardi. Ben detto, applausi degli astanti. …quindi? Non potendo dare colpe alla statistica, parte con l’elenco delle cose che mancano: sostegno agli investimenti, incentivi e finanziamento degli strumenti già consolidati, sviluppo delle rinnovabili e del nucleare.

Infine, allentamento della responsabilità amministrativa delle imprese, leggasi L. 231 …vabbè, punti di vista. Decide di sorridere al governo e di ringhiare all’Europa, sempre più necessaria, ma deve cambiare strada e marcia. Vuole un vero mercato unico dell’energia, dei capitali, del risparmio e il ricorso a un debito comune europeo per gli investimenti strategici. Il messaggio è chiaro. Ma nella babele del vecchio continente, si sa, molti dicono e pochi ascoltano. Quel che ancora non si sa, è quanti siano quelli che veramente capiscono. Andiamo avanti.

Migliorano in Italia i dati dell’occupazione. Non è tutto negativo, allora!! Nel mese di aprile è cresciuta del +0,3%. Non fidandoci più, facciamo come in quella reclame del passato, che recitava io a scatola chiusa compro solo Arrigoni. Allora, proviamo ad aprire la scatola e a guardarci dentro. L’aumento coinvolge i dipendenti permanenti, quelli a termine e gli autonomi. L’occupazione cresce anche rispetto ad aprile 2025 (+269 mila occupati in un anno) e coinvolge gli uomini, le donne, i dipendenti, gli autonomi e tutte le classi d’età. Finalmente una buona notizia, che non può che rinfrancarci.


Panetta: per l'Italia tassi di crescita strutturalmente modesti 

Come ad ogni fine maggio, venerdì mattina giungono puntuali, da Fabio Panetta, le considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia. Definisce drammatico il conflitto nel Golfo Persico. Il blocco dello Stretto di Hormuz ha indebolito prospettive già fragili. In Italia l'attività economica rimarrà debole nei prossimi mesi; negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi. Pungola le banche, che sarebbero in grado di sostenere più efficacemente l’economia reale. Le banche italiane affrontano questa difficile fase congiunturale da una posizione di solidità. La redditività e il grado di capitalizzazione sono elevati. Scorge il rischio di una stretta del credito per eccesso di prudenza. La dinamica dei prestiti resta contenuta. L'attenzione della Banca d'Italia è elevata: eventuali restrizioni nell'offerta di finanziamenti potrebbero pesare sull'attività economica. La prudenza non deve tradursi in una restrizione indiscriminata del credito. Ad imprese e governo ricorda che è nell’utilizzo dell’AI la risposta con cui si vince la sfida della competitività. L'Italia dispone di punti di forza rilevanti: infrastrutture di calcolo tra le più avanzate d'Europa, una solida tradizione scientifica e universitaria, un ampio risparmio privato. Serve una strategia in grado di mobilitare queste risorse: non sussidi generici, ma politiche mirate. Diversamente, senza un deciso aumento della produttività, l'economia italiana potrebbe restare ancorata a tassi di crescita strutturalmente modesti.

 

Piazza Affari brinda e festeggia quota 50.000. L’indice non è mai stato così alto. Lo spingono la tecnologia e gli spiragli di pace. Questi, mandano giù il settore petrolifero, come Eni e Saipem. Ma sono minime correzioni di valore rispetto ai recenti guadagni. Andamento opposto invece per i titoli del lusso. Il migliore è Moncler. Beneficeranno tutti della normalizzazione dei flussi commerciali.

Il dollaro è fermo a 1,16 verso l’euro. Petrolio giù a New York (greggio WTI a 87,36) e a Londra (Brent 91,12). Idem per il gas (TTF 46,00). Oro stabile a 4.551 dollari l’oncia (125 euro il grammo).

 

Il Borsino della settimana – rassegna dei migliori e dei peggiori titoli del listino FTSE MIB.

I Tori: Avio +19,34%, Moncler +8,42%,

Gli Orsi: Eni -3,28%, Saipem -2,60%.

FTSE MIB: +1,06% (valore indice: 50.036)

 

I presenti commenti di mercato rivestono un esclusivo scopo informativo e non intendono costituire una raccomandazione per alcun investimento o strategia d’investimento specifica. Le opinioni espresse non sono da considerare come consiglio d’acquisto, vendita o detenzione di alcun titolo. Le informazioni sono impersonali e non personalizzate.

 

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