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- a cura del Baccelliere
- 10 ore fa
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Gli Iron Maiden, una musica come la fama di Larry Holmes
a cura del Baccelliere

Gli Iron Maiden sono nati nel 1976. Come direbbe Vasco Rossi, sembrava la fine del mondo e sono ancora qua. E non sembra vero, perché i Maiden per anni si sono portati dietro una specie di condanna alla serie B.
Forse la loro era soltanto una metafora pugilistica. Quella di Larry Holmes. Larry Holmes è stato a lungo il campione del mondo dei pesi massimi di pugilato a cavallo fra gli anni ‘70 e ‘80. Un grande pugile che si è portato appresso uno stigma. Il suo regno è venuto dopo la grande epopea di Mohammad Alì. Non solo. Di Alì, Holmes era stato lo sparring partner[1]. Nonostante abbia vinto i primi 48 incontri da professionista - uno in meno di Rocky Marciano - sia stato nominato fighter of the year nel 1982, abbia guadagnato un patrimonio immenso combattendo, è un atleta piuttosto sottovalutato. Non c’entrano le sconfitte subite a fine carriera - anche lui è stato vittima della frenesia della ricerca di un avversario degno di Tyson a fine anni ‘80. Piuttosto lo hanno penalizzato una carriera maturata negli anni giorno per giorno, uno stile da artista del knock out più che da picchiatore puro e soprattutto il carisma di chi lo ha preceduto.
Qualcosa di simile è accaduto agli Iron Maiden. Nel 1976 era difficile presentarsi dopo la grande scorpacciata del rock duro dei primi anni ‘70 e soprattutto dopo i Led Zeppelin, che erano stati perfetti anche negli eccessi. I Maiden erano imperfetti, esaltavano il kitsch attraverso copertine grondanti sangue e teschi. Eccessivi. Per loro l’hard rock sembrava un posto già occupato. I Led Zeppelin lo avevano trasformato in un luogo di perdizione e improvvisazione. Erano il caos carismatico - qualcuno venuto prima che rischiava di occupare tutto quello che era stato e sarebbe venuto dopo.
Ben presto però gli Iron Maiden cominciarono a dimostrare di essere qualcosa di diverso. Già Phantom of the Opera [2] nel 1980, introduce una grammatica nuova, fra cambi di tempo e una costruzione narrativa “cinematografica”. Caratteristiche che li avrebbe trasportati direttamente dai club ai raduni oceanici, quelli nei quali il pubblico diventa un coro collettivo.
A celebrare i cinquant’anni degli Iron Maiden dal 14 maggio è nelle sale il film Iron Maiden - Burning Ambition, che racconta gli inizi e l’ascesa della band. Un percorso fatto di 17 album in studio, 2500 concerti e più di 100 milioni di dischi venduti.
Gli Iron Maiden hanno costruito qualcosa, proprio come Larry Holmes, e occupano a buon diritto uno spazio nella storia del rock. All’aristocrazia decadente hanno opposto la potenza della classe operaia. Un disco dopo l’altro, un concerto dopo l’altro. Un posto nella storia per chi era stato uno sparring partner. La caratteristica di Larry Holmes era il jab sinistro. Con quello teneva lontano l’avversario, lo tramortiva per poi finirlo con il destro. Così gli Iron Maiden: il loro suono come un muro, resistenza, costruzione, organizzazione. Nati per durare, non per bruciarsi. La fine del mondo, dopo cinquant’anni, non è ancora arrivata [3].
Ultimo, ma non meno importante, oggi è il centenario della nascita di Miles Davis, uno dei geni musicali del Novecento. Un'altra storia che avremo modo di raccontare, per un intero anno...
Note
[1] Alla limitazione legata a questa figura Paolo Conte ha dedicato una canzone che, andando un pochino fuori tema ci sentiamo di consigliare di ascoltare https://youtu.be/tzjdY5rmpCA?si=oFII853ose7yzSZ- .













































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