Da Gaza a Pantelleria, immagini di una disumanità infinita
- Vice
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Aggiornamento: 4 ore fa
di Vice

"Una bambina piange disperata, il suo volto tocca la terra bagnata anche dalle sue lacrime, sembra abbracciare il luogo di sepoltura di suo padre per ricevere il calore di chi gli è stato rubato e che non può più riabbracciare. [...] È ancora questa l'immagine di Gaza, questo è quello che ancora succede a Gaza". L'articolo appare oggi, 17 febbraio, su l'Osservatore Romano insieme con la foto della bambina: l'ennesimo urlo disperato di "una popolazione martoriata", perché "In Terra Santa la guerra non è finita, nonostante la tregua", è il commento del quotidiano della Santa Sede.
Dall'inizio della tregua, ottobre scorso, una tregua che soltanto l'ipocrisia al servizio permanente effettivo del primo ministro israeliano Netanyahu può considerare tale, i morti a Gaza sono oltre seicento, e dal 7 ottobre 2023, inizio della guerra, almeno 72mila. Netanyahu, è doveroso ricordarlo, soprattutto per gli israeliani che ogni giorno scendono in patria per contestarlo e che sperano di vederlo sul banco degli imputati, a processo per corruzione, nonostante gli sforzi del suo amico Trump, è lo stesso ministro che la Corte penale internazionale (CPI) dell'Aia insegue con un mandato d'arresta per crimini di guerra e che forte dell'indifferenza dell'Occidente ha anche deciso di censire i terreni dell'area C della Cisgiordania.
Una misura destabilizzante e illegale, l'ha definita con ammirevole convinzione di battersi per una causa giusta il Segretario generale dell'Onu Guterres. Ma è abbastanza evidente che nelle intenzioni di Tel Aviv, quella misura altro non sia che il preludio, è lecito supporre per la sincronia delle iniziative, all'espropriazione "legale" delle proprietà di chi su quelle terre vi abita da secoli, e a una sorta di sanatoria prima morale poi giudiziaria delle violenze perpetrate dai coloni israeliani in Cisgiordania negli ultimi anni. I piani per Gaza gestiti dal Board of peace (meglio sarebbe chiamarlo board of business, un comitato d'affari in cui domina Donnie Trump, Nobel per l'immobiliarismo), dove il governo italiano si è accreditato come "illuminato" osservatore, daranno il colpo di grazia al popolo palestinese. Disumana vergogna infinita.
Ma non è finita qui quando si apre la finestra della disumana vergogna infinita. Sulla battigia di Pantelleria, quella che un tempo il dittatore dell'italico stivale scambiava per bagnasciuga, credendo di fermare con la propaganda e la sua oratoria mascellare eserciti potenti - tra l'altro proprio la guarnigione di quell'isola fu la prima a capitolare all'invasione angloamericana della Sicilia nel luglio del 1943 - si stendono al sole i corpi dei migranti. Morti. Ultime vittime di uno dei tanti naufragi nel Mediterraneo. Non sappiamo neppure quale. Forse, dovremmo chiamare in soccorso... proprio Netanyahu: chi meglio di lui vanta una così solida esperienza in materia di censimenti e contabilità da necroforo?
Quegli ultimi i morti li ha ricordato stamane in una telefonata a Filo diretto, seguito di Prima Pagina, Radio Rai Tre, una signora da Pantelleria. Aveva la voce rotta dall'emozione e dalla tristezza, e parole che manifestavano la sua incredulità per come siamo scesi in basso. Italiani brava gente. Non tutti. E ce ne stiamo accorgendo.













































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