Robert Duvall, il saluto al Consigliori del Padrino
- Vice
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di Vice

La lista dei suoi film è lunghissima e parte dall'esordio in quel Buio oltre alla siepe del 1962, regista Robert Mulligan, cui l'empatica interpretazione di Gregory Peck nel ruolo dell'avvocato Atticus Finch ha assicurato un posto leggendario nella storia del cinema e tre statuette Oscar.
Fu un battesimo straordinario per Robert Duvall, classe 1931, attore di grande versatilità, che se ne è andato giorni fa nella sua casa in Virginia.
Figlio di un ammiraglio della Marina degli Stati Uniti e discendente del generale Robert Edward Lee, comandante in capo delle forze Confederali durante la guerra di Secessione, Duvall ha messo nel migliore dei modi a reddito i lombi militari del suo dna, dando voce a personaggi che si sono fissati nella memoria collettiva suscitando un'eco che non ha eguali persino rispetto ai protagonisti della pellicola. Chi non ricorda, in proposito, la figura del ten. colonnello William Kilgore, l'ufficiale superiore al comando comandante del 1º squadrone elicotteri del 9º Reggimento della Cavalleria Aerea in Apocalypse Now che fa surf in un teatro di guerra e che sulle note della Cavalcata delle Valchirie di Wagner attacca i villaggi vietcong? Impareggiabile la sua frase che condanna la guerra del Vietnam meglio e più di mille libri: "Mi piace l'odore del napalm al mattino. Una volta abbiamo bombardato una collina per dodici ore, e finita l'azione siamo andati a vedere. Non c'era più neanche l'ombra di quegli sporchi bastardi. Ma quell'odore... sai, quell'odore di benzina. Tutto intorno. Profumava come... Come di vittoria."

Ma la popolarità universale di Robert Duvall, che ha al suo attivo insieme con centinaia di film tra cinema e televisione, regie, sceneggiature e produzioni, risiede soprattutto nell'impronta marcata che dà nel Padrino I e II con la recitazione del consigliori Tom Hagen, il "figlio adottivo" della famiglia Corleone: un profilo che cattura lo spettatore in misura nettamente superiore a quella che Mario Puzo gli ha riservato nel pagine del suo libro.
Robert Duvall è ricordato altresì per la mirabile interpretazione ne L'assoluzione (1981) accanto a Robert De Niro che precede di due anni Tender Mercies - Un tenero ringraziamento, la pellicola drammatica dai contenuti delicati nei suoi temi esistenziali con cui conquista l'Oscar per miglior attore protagonista e un Golden Globe con la stessa motivazione.
Tender Mercies è stato lo snodo definitivo per la carriera di Duvall che da quel momento diventa protagonista alla pari, indipendentemente dal ruolo che gli viene assegnato accanto ad altre grandi star del firmamento hollywoodiano. Ed è come se la sua presenza certificasse il valore stesso dell'opera; è qualcosa in più e di diverso dall'essere co-protagonista. Lo si riscontra ne Il migliore con Robert Redford, ne Colors con Sean Penn, ne Giorni di tuono con Tom Cruise, ne Un giorno di ordinaria follia con Michael Douglas, ne John Q con Denzel Washington, ne The Judge con Robert Downey Jr. per citarne alcuni. Una dote davvero unica.





