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Addio a Pino Colizzi, attore e maestro del doppiaggio

  • Vice
  • 23 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

di Vice

Robert De Niro nel Padrino II, Michael Douglas in Attrazione Fatale, Michael Caine in Quell'ultimo ponte, Jack Nicholson in L'onore dei Prizzi, Robert Powell in Gesù di Nazareth, Christopher Reeve in Superman, e poi James Caan, Richard Dreyfuss, Omar Sharif, Franco Nero, Thomas Milian e lo straordinario Martin Sheen in Apocalypse Now: dietro le pieghe di questi volti famosi c'era la sua voce inconfondibile: la voce di Pino Colizzi.

Un maestro del doppiaggio ci ha lasciati e sentiamo di essergli stati grati, riconoscenti e debitori per le emozioni vissute attraverso i personaggi in cui si è calato, raccogliendo e interpretando con il suo tono le sfumature più profonde di grandi recitazioni.

Il doppiaggio, forse catturati da un romanticismo di altri tempi, ci è sempre apparso un mestiere meraviglioso che necessariamente doveva sconfinare nella passione, che non si limitava alla dicitura di un testo, ma toccava le corde più sensibili dell'animo umano in una avvolgente e penetrante quando duplice ricerca: quella dell'attore doppiato e del personaggio dallo stesso interpretato.

Un lavoro apprezzato dai divi cui si presta la voce, ma che in alcune occasioni presenta il conto, e non sempre simpatico. Come accadde a un altro immenso doppiatore, Ferruccio Amendola, cui Dustin Hoffman si rivolse con una punta di aperta altezzosità: "Signor Amendola, lei è in gamba, ma si ricordi che Dustin Hoffman sono io", riferito al doppiaggio de Piccolo grande uomo.

Pino Colizzi, bella presenza, elegante, è stato agli esordi nel mondo dello spettacolo un attore di teatro, cinematografico e televisivo, diretto da grandi registi, da Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Giuseppe Patroni Griffi. Chi è avanti negli anni, lo potrà ricordare nello sceneggiato del 1960 Tom Jones, dal romanzo omonimo di Henry Fielding diretto da Eros Macchi, uno dei pionieri più creativi del piccolo schermo insieme con i suoi colleghi dell'epoca Vito Molinari, Sergio Bertolotti, Daniele D'Anza, Mario Landi, Franco Enriquez, Piero Turchetti, Antonello Falqui, Romolo Siena, Guglielmo Morandi. E nel 1974, voluto da Sandro Bolchi, interpreta il conte Vronskij nello sceneggiato televisivo di enorme successo Anna Karenina di Lev Tolstoj, cui seguiranno altri sceneggiati tra cui una parte ne La Piovra. Nel 1977, il regista Umberto Lenzi lo chiamò nel poliziottesco Il gobbo con Thomas Milian che riscosse un discreto successo al botteghino.

Di Pino Colizzi si ricorda anche il suo impegno intellettuale con l'Associazione Amici del Teatro Eliseo a Roma, città in cui era nato nel novembre del 1937 e in cui è morto, con le letture di testi di Sartre, insieme con Daria Nicolodi, in un pomeriggio del novembre 1980.



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