Netanyahu pronto a ricandidarsi, fine democrazia in Israele?
- La Porta di Vetro
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 1 min

L'annuncio era nell'aria, ma a "scaldare" il primo ministro di Israele Bibi Netanyahu e il suo partito,. il Likud, devono essere state le parole del presidente americano Donald Trump, che in un'intervista ad ABC News aveva mostrato una sottile vena di scetticismo sulla candidatura alle prossime elezioni del 27 ottobre in Israele. E oggi, il Likud, ha sgombrato il campo da illazioni o incertezze e ha annunciato che il premier si candiderà e, "con l'aiuto di Dio, vincerà".
Una frase perentoria che spiazza quanto Trump aveva appunto dichiarato, secondo un post su X del corrispondente di ABC News Jonathan Karl sulle prospettive di Bibi: "Non lo so, ha avuto [Netanyahu] una carriera straordinaria", Vuole continuare? Perché, sai, è un primo ministro in tempo di guerra. Vinceremo la guerra molto presto in un modo o nell'altro, e sai che è un primo ministro in tempo di guerra."
Ma, ricorda The Times of Israel, il Likud ha tenuto elezioni a novembre per le sue sezioni municipali e il potente Comitato Centrale per la prima volta in quasi 14 anni. Non avendo uno sfidante alla leadership di Netanyahu, ai membri del partito è stato semplicemente chiesto di approvare la sua permanenza come presidente. Tra l'altro, ricorda sempre il quotidiano nella sua versione on line, "un sondaggio pubblicato ieri dall'Israel Democracy Institute ha rilevato che il 61 percento degli israeliani in generale, e il 57% degli israeliani ebrei, non pensano che Netanyahu debba candidarsi".[1]
Note








































Commenti