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Sinistra per Israele: "via Netanyahu", ma Pro-Palestina depreca l'iniziativa

Incontro a Torino, nella sede della Città Metropolitana


L'obiettivo prioritario del movimento "Sinistra per Israele, Due Popoli Stati", che lunedì pomeriggio 8 giugno promuove un incontro pubblico, è di sconfiggere Netanyahu. E per effetto transitivo sconfiggere "la politica dell'odio e della guerra" che il governo israeliano oggi incarna al meglio delle sue potenzialità aggressive e omicidiarie, e delle complicità internazionali, con bombardamenti a tappeto sul Libano meridionale e incursioni dell'esercito a Gaza, striscia di terra che anche oggi, domenica 7 giugno, ha pagato il suo tributo di morti e di feriti. E, notizia dell'ultima ora, cacciabombardieri con la stella di David sarebbero in volo verso l'Iran, dopo che quest'ultimo ha lanciato missili su Israele.

Di contro, c'è il terrorismo che colpisce Israele, a nord con gli attacchi di Hezbollah, e in altre aree, come stamane a Kochav Yair, Tzur Yitzhak e Tzur Natan, dove un giovane arabo-israeliano di 21 anni, Omar Yassin, ha ucciso un uomo e ferito altre cinque persone, prima di essere a sua volta eliminato dalle forze di sicurezza. Un eroismo, secondo Hamas, all'interno di una coazione a ripetere che miscela rabbia e sconforto, e a sua volta giustifica la spirale in cui sguazza e s'invera l'estremismo criminale di Netanyahu e degli ortodossi di destra che lo sostengono. Un governo, come riporta il Jerusalm Post on line, che all'inizio della riunione di domenica, 7 giugno, ha confermato attraverso le parole di Netanyahu che Israele presto raggiungerà il controllo del 70 per cento della Striscia di Gaza, oggi al 60 per cento.

Dunque, non ci sono alternative per chi aderisce a Sinistra per Israele: l'unica soluzione è che si passi dal cambiamento della politica israeliana; un passaggio democratico le cui coordinate sono il confronto politico, la costruzione di un'alternativa alla democratura di Netanyahu per riaprire una prospettiva di dialogo, sicurezza e pace.

All'incontro, che sarà aperto da Emanuele Fiano, presidente nazionale di Sinistra per Israele – Due Popoli Due Stati, e da Mercedes Bresso, coordinatrice del Piemonte. parteciperanno Chen Arieli, vicesindaca di Tel Aviv e dirigente dei Democratici israeliani, Roberto Della Rocca, attivista dei Democratici Israeliani, e Samer Sinijlawi, esponente dell'impegno politico e civile palestinese per il dialogo e la convivenza. Prevista la parte di rappresentanti del Partito Democratico, di Azione, Italia Viva, PSI, Europa Radicale, Ora! e di numerose associazioni e realtà del mondo riformista, liberaldemocratico e socialista.

Contro l'iniziativa si è schierato con toni liquidatori il movimento pro-Palestina torinese, che ha bollato "Sinistra per Israele" un ossimoro, e di volere ridare credibilità alla politica sionista considerata "colonialista e genocida", con l'invito ai cittadini di boicottare l'incontro e ad unirsi al presidio per Gaza.



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