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La scomparsa di Aldo Allocco, il partigiano di Carignano

Il partigiano Aldo Allocco, classe 1925, nato a Bra, carignanese di adozione, ci ha lasciato vittima del Coronavirus a pochi mesi dalla sua 96esima primavera. Ma a chi gli chiedeva quale fosse la più indimenticabile delle sue tante primavere, vissute sempre con grande riservatezza, un sorriso simile ad un lampo gli attraversava il volto: non aveva esitazioni a ricordare quella in cui era andato, insieme a tanti altri giovani, la nostra meglio gioventù, a “conquistarsela”, la primavera, come i versi della canzone “Fischia il vento”. E per tutta la sua vita, negli incontri con gli studenti, nelle manifestazioni pubbliche di commemorazione, nelle presentazioni di libri e dibattiti, quella “sua primavera” è diventata il centro motore di una presenza – sempre discreta, sempre in punta di piedi, refrattaria a qualunque forma di protagonismo – della memoria e degli ideali etici e morali che hanno accompagnato la nostra Resistenza, la guerra di Liberazione dalle forze nazifasciste.

Insieme alla lotta partigiana, Aldo Allocco era felice di poter rievocare anche un altro importante passaggio della sua giovinezza: l’arruolamento a 17 anni nel Corpo dei Vigili del Fuoco di Torino, in cui rimase fino all’8 settembre del 1943. Di quell’esperienza, di una città sotto assedio dal cielo per i suoi importanti impianti industriali, costretta a subire terribili distruzioni di abitazioni civili e morti, Aldo Allocco è stato uno degli ultimi testimoni, autentico e autorevole. Lo si può vedere in un filmato su You Tube1 di alcuni anni fa, alla presentazione di un libro che racconta proprio quei drammatici momenti della Seconda guerra mondiale. Il partigiano Aldo era salito sulle montagne della Val Varaita nel novembre del 1943. Il mese dopo, scopriva l’alchimia della sopravvivenza: quel misto di paura, tensione, coraggio, ardimento in uno scontro a fuoco contro le brigate nere fasciste. Da quel momento, complice anche il bando di reclutamento del maresciallo Graziani, comandante militare dell’esercito repubblichino, Aldo comprese che la sua strada era arrivata al punto di non ritorno. Nella lotta tra totalitarismo e libertà non poteva esistere una terra di mezzo. Aldo Allocco lo ha ben ricordato in un libro scritto insieme alla nipote Marianna Zanetta. Un “Diario” dedicato nuove generazioni e a quanti gli furono d’aiuto e vicino in quelle circostanze. Dalla montagna Aldo Allocco scese il 25 Aprile del 1945, il giorno della Liberazione. Nell’ottobre del 1946, la Repubblica italiana, insieme al grado di sottotenente gli consegnò una liquidazione pari a 30 mila lire, che girò immediatamente ai bisogni della famiglia, secondo un costume, l’attenzione ai suoi cari, che non lo ha mai abbandonato. _______

1 https://www.pompierisenzafrontiere.org

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