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L'arte per non dimenticare Gaza

di Stefano Marengo


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Si replicherà alle 16 di domenica prossima, 22 settembre, e il venerdì successivo, alla bocciofila Rami secchi di Vanchiglietta in Lungo Dora Colletta 39/A, la mostra “heART of GAZA”, che espone decine di disegni realizzati da bambini e giovani ragazzi palestinesi in questi undici mesi di stragi e bombardamenti ininterrotti da parte delle forze di occupazione israeliane. Il primo dei momenti si è avuto sabato scorso e ha visto un’ottima partecipazione di pubblico con una raccolta di oltre mille euro di donazioni per aiuti umanitari alle famiglie gazawi.[1]

Il progetto è nato dall’iniziativa di Mohammed Timraz, che dalla fine del 2023 ha allestito la “tenda dell’arte”, uno spazio in cui i più giovani, attraverso il disegno, hanno potuto raccontare le loro storie di sofferenza e le loro paure, ma anche i loro desideri e le loro speranze. Nel mezzo della distruzione, della fame e della morte, nel cuore delle infinite tendopoli di rifugiati che costellano la Striscia di Gaza, la tenda dell’arte è diventata un punto di riferimento precario ma prezioso, uno scoglio a cui aggrapparsi per non soccombere all’angoscia e al trauma.  


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“Ogni minuto la vita qui viene sconvolta, scrive Timraz, e ciascuno di noi perde un parente, un amico, un vicino di casa. In ogni momento ciascuno di noi potrebbe essere il prossimo a morire, perché oggi a Gaza non c’è nessun posto sicuro. Io rimango nella mia terra, dove insieme ad altri volontari ho lanciato la campagna We Are Not Alone per dare assistenza alle famiglie sfollate che, in questi mesi, hanno perso tutto ciò che avevano. In questo modo siamo riusciti a fornire cibo e acqua potabile, a distribuire tende e a organizzare attività ricreative.

La mostra che abbiamo allestito rientra tra queste attività. I bambini raccontano le loro esperienze e i loro sentimenti attraverso l’arte, e la mostra è innanzi tutto un riconoscimento delle loro storie”.

Le opere dei bambini di Gaza, che sono state scansionate e stampate in alta definizione, colpiscono per il contrasto tra la grande dolcezza e il profondo dolore che emerge da ogni linea e da ogni colore. Ciò che mostrano è una ferita che non si rimargina e che pone a tutti noi, alle nostre coscienze individuali così come alle nostre comunità civili e politiche, una domanda da cui non possiamo più scappare: Perché il mondo rimane ancora indifferente e non pone fine alla sofferenza di Gaza?

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Note

[1] Si possono acquistare riproduzioni delle opere esposte. Tutto il ricavato verrà devoluto alla campagna We Are Not Alone di Mohammed Timraz. Chi lo desiderasse, inoltre, potrà effettuare una donazione direttamente al seguente link GoFundMe: https://gofund.me/a2bded7e.

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