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Il Mappamondo, appunti di viaggio: alla scoperta dell'Algeria e delle sue città romane

Aggiornamento: 17 dic 2023

di Pierfranco Viano



Appunti di un viaggio recente in Algeria, paese che ha un potenziale turistico incredibile, con un deserto tra i più affascinanti del mondo. Ma vi sono due fattori che si frappongono, purtroppo, al suo decollo su scala internazionale nella diffusione del suo patrimonio culturale, storico ed artistico: le scorie velenose di una soffocante guerra intestina e i conseguenti ritardi dello Stato nella promozione turistica. Tuttavia, il desiderio di incontrare gli stranieri, di costruire legami e scambi sono visibili. In primo luogo, si registra un'accoglienza calda e sincera in tutte le fasce d'età che si manifesta nelle strade con l'immancabile "bonjour" e sorrisi che non sono di circostanza, con i giovani che desideravano uno scatto fotografico insieme o l'empatia che si creava e di cui eravamo circondati per essere italiani.


L’Algeria ufficialmente Repubblica Democratica Popolare di Algeria, è uno Stato dell’Africa del nord, appartenente al Maghreb, in gran parte occupato dal deserto del Sahara. Confina a nord con il mar Mediterraneo, mentre le frontiere terresti si dividono con la Tunisia a nord est, la Libia a est, il Niger a sud est, la Mauritania, il Mali e il Marocco ad ovest. La capitale è Algeri.


Il ritorno al turismo

Controllata in successione da Numidi, Fenici, Cartaginesi, Romani, Vandali, Bizantini e varie dinastie berbere, la regione divenne parte dell’Impero Ottomano, per entrare poi nei domini francesi durante la fase coloniale fino all’indipendenza conquistata nel 1962. Gli anni Novanta sono stati caratterizzati da una sanguinosa guerra civile, un lungo conflitto interno cominciato nel 1992 – data del colpo di Stato militare- e terminato attorno al 1999. Anche se episodi di violenza sono continuati negli anni successivi. Oggi l’Algeria ha trovato una sua stabilità. L'area settentrionale è tranquilla, sicura per il turismo e si possono così visitare alcuni siti archeologici romani tra i più belli de Nordafrica che nulla hanno da invidiare alla Sabratha o a Leptis Magna in Libia. Il viaggio di otto giorni prevede la partenza da Roma per Algeri e ritorno da Algeri su Roma. Il volo Air Algerie dura circa un’ora e trenta minuti.



Algeri, la Casbah

Algeri. La capitale è una città che non ti aspetti, abbarbicata su alture che digradano verso la baia. La Casbah, edificata tra il 1516 e 1830 con la Cittadella ottomana che si visita dall’esterno, oggi è un forte militare. Faticosa, ma piena di sorprese, la visita si snoda tra stradine, viuzze, scalinate affollate, piene di bambini che giocano, dove appaiono murales di artisti moderni. La città bianca ti accoglie con i suoi palazzi francesi e gli edifici di architettura moresca, ti fa immergere nelle atmosfere culturali degli anni Trenta del Novecento con la Stazione ferroviaria, uno spettacolo nello spettacolo, per i colori impressi dal pittore francese Pierre-Albert Marquet (1875-1947), uno dei numerosi artisti innamorati del Nordafrica. Da non perdere, la visita del Museo di Archeologia e una sosta presso un caffè storico, nei pressi del teatro di Algeri.

Storico caffé di Algeri


Il quotidiano ad Algeri










Costantine. Un volo interno per raggiungere questa città, l’antica Cirta Regia capitale della Numidia, passata sotto la dominazione romana cui deve il nome in onore dell’imperatore Costantino I, nel 313 d.C. Punto di partenza per diverse escursioni, si trova a 431 chilometri a est della capitale. La città, ricca di ponti che l'attraversano, si adagia su una serie di colline e depressioni.



Il programma ha nelle sue priorità il Museo Archeologico e il palazzo Hadj Ahmed, dal nome dell’ultimo bey turco di Costantine che oppose una resistenza accanita all’occupazione francese nel 1848. E’ stata la capitale del dipartimento francese di Costantina sino al 1962. Purtroppo rimane poco dell’antica casbah, in quanto l'imperatore Napoleone III la fece sventrare per costruire caserme militari.


Tiddis. La piccola città romana arroccata in montagna si trova non distante da Costantine in una posizione spettacolare. L’insolito scenario e il colore rosso del terreno la rendono diversa dagli altri siti archeologici romani dell’Africa settentrionale. Infatti, non segue i tradizionali canoni romani, ma assomiglia più ad un villaggio berbero, anche se si riconoscono i templi, il Foro, le terme del mondo romano (nelle foto in basso). Per la cronaca è un sito poco frequentato.




Da Costantine a Lambese, passando da Medracen. Si parte presto da Costantine verso sud, attraverso la regione degli chott, laghi salati. Prima di arrivare ci si ferma ad ammirare il mausoleo di Medracen (foto sotto), il più antico mausoleo reale numidico del Nord Africa. Si tratta di una gigantesca cupola circondata da colonne con capitelli dorici, risalenti al III secolo a.C. E’ classificato tra i 100 monumenti più a rischio del Pianeta. E’ stato presentato per l’inclusione nella lista del Patrimonio Mondiale da parte delle autorità algerine nel 2002.


Si arriva a Lambese, antica Lambaesis fortezza legionaria della provincia romana d’Africa proconsolare, che fu prima forte ausiliario sotto la dinastia dei Flavi, per poi diventare sotto l'imperatore Traiano fortezza della III Legio Augusta, fino alla conquista dei Vandali, una popolazione di stirpe germanica orientale che dalla foce della Vistola estese in domini in Gallia, nella penisola Iberica per poi sbarcare in Africa, nell'antica Mauritania, l’odierno Marocco e l’attuale Algeria. Il sito è molto esteso, ma sono pochi i resti ancora ben visibili. Il patrimonio archeologico cominciò ad essere devastato dal dal gennaio del 1850, quando gli occupanti francesi stabilirono una colonia penale, sorvegliata da un distaccamento del III reggimento Zuavi.

Così le rovine, che coprivano più di 800 ettari, furono usate per costruire la prigione e un villaggio contiguo popolato da operai, artigiani e mercanti. Dopo l’indipendenza Lambaesis o Lambèse fu ribattezzato e divenne noto come Tazoult. La prigione di Lambaesis, nota per le sue dure condizioni, ospitò i patrioti algerini durante la guerra d’indipendenza degli anni Cinquanta e Sessanta.


Timgad. Nella stessa giornata si visita l’antica colonia romana di Thamugadi, fondata dall’imperatore Traiano nell’anno 100 con manodopera militare. Timgad fa parte dell’elenco del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Quando nell’800 la città venne dissepolta dalla sabbia del deserto venne chiamata la “Pompei Africana”. Di grande bellezza è situata a 480 chilometri sud-est di Algeri e 110 km a sud di Costantine.





Timgad è un esempio accertato di una colonia militare romana creata dal nulla. La visita del sito è entusiasmante perché sono ancora ben presenti il Decumano maximo colonnato, le terme, i bagni, le latrine, i templi, il teatro e il Foro. Progettata come colonia militare si estese arrivando a coprire ben 50 ettari conto i 12 iniziali.

Djemila. Sembra che il nome del villaggio di Djemila significhi "la bella". Il suo nome in epoca romana era però Cuicul, una splendida città. Oggi è un sito archeologico Patrimonio Unesco unico per l’architettura romana (foto sopra). Situata su un sperone roccioso alla confluenza di due uadi ai piedi di una montagna di 1400 metri, fu fondata alla fine del I sec. d.C. come colonia per veterani romani; è uno dei più bei siti d’epoca romana con edifici principali ben conservati.



La visita viene condotta da un archeologo vista la complessità del sito. Da ammirare i bellissimi mosaici, l’arco di trionfo di Caracalla situato il Foro di Settimio Severo e il tempio dedicato a Marte, il mercato con i tavoli dei venditori, il teatro. Durata della visita, tre ore circa.

Cherchell. Sorge nella costa ovest, a circa 80 chilometri da Algeri è una delle località turistiche più popolari in Algeria. Nell'antichità - IV sec. a.C. - fu parte integrante dell’impero marittimo fenicio. Con l’arrivo dei romani venne ribattezzata Cesarea, in onore dell’imperatore romano Augusto. A differenza dei siti visitati nei giorni precedenti, Cherchell presenta vestigia romane tra le abitazioni moderne (nella foto in alto).


Si visita il bellissimo Museo che contiene alcune delle sculture greche e romane tra le più belle del Nord Africa.


Tipasa. Sito archeologico patrimonio dell’Unesco, si affaccia proprio sul Mediterraneo. Anche Tipasa (foto in basso) fu fondata dai Fenici. La città romana venne costruita su tre colline che dominavano il mare. Restano le rovine di un teatro, un anfiteatro, un ninfeo e molte altre ancora in una posizione mozzafiato. Luogo da gustare anche per i ristoranti che servono abbondanti pranzi a base di pesce freschissimo.




Tomba della Cristiana. Sulla strada che riporta ad Algeri ci si ferma a visitare questo tumulo di pietra in stile romano di circa 80.000 metri cubi, di forma cilindrica alla base, probabilmente il monumento più celebre costruito dai sovrani mauretani Giuba II e Cleopatra Selen.


Libri. La guerra d’Algeria di Benjamin Stora, ed. Il Mulino

Gente in cammino di Malika Mokeddemed, ed. Giunti

Le ombre di Algeri di Souad Sbai, ed. Feltrinelli

Lo Straniero di Albert Camus nato in Algeria e morto in Francia, ed. Giunti/Bompiani


Film. La battaglia di Algeri diretto da Gillo Pontecorvo nel 1966.

Le petit soldat del 1963 scritto e diretto da Jean-Luc Godard

Il primo uomo 2011 regia di Gianni Amelio

Madame Courage di Merzak Allouache

Houria diretto da Mounia Meddour 2022, uscito nelle sale il 21 giugno 2023