Punture di spillo. Una scoperta: l’IA imita Borges e ragiona
- a cura di Pietro Terna
- 2 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min
a cura di Pietro Terna

Nella Biblioteca di Babele[1] Borges[2] ci conduce a esplorare l’universo, ma un universo speciale, fatto di libri, di tutti i libri possibili.
L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile. Venticinque vasti scaffali, in ragione di cinque per lato, coprono tutti i lati meno uno; la loro altezza, che è quella stessa di ciascun piano, non supera di molto quella d'una biblioteca normale. Il lato libero dà su un angusto corridoio che porta a un'altra galleria, identica alla prima e a tutte.
(…)
A ciascuna parete di ciascun esagono corrispondono cinque scaffali; ciascuno scaffale contiene trentadue libri di formato uniforme; ciascun libro è di quattrocentodieci pagine; ciascuna pagina, di quaranta righe; ciascuna riga, di quaranta lettere di colore nero. Vi sono anche delle lettere sulla costola di ciascun libro; non, però, che indichino o prefigurino ciò che diranno le pagine.

Il loro contenuto è il prodotto di sequenze casuali di lettere e segni. Essendo infinita, la biblioteca contiene…
Tutto: la storia minuziosa dell'avvenire, le autobiografie degli arcangeli, il catalogo fedele della Biblioteca, migliaia e migliaia di cataloghi falsi, la dimostrazione della falsità di questi cataloghi, la dimostrazione della falsità del catalogo autentico, l'evangelo gnostico di Basilide, il commento di questo evangelo, il commento del commento di questo evangelo, il resoconto veridico della tua morte, la traduzione di ogni libro in tutte le lingue, le interpolazioni di ogni libro in tutti i libri.
Abbiamo ora dei minuscoli modelli[3] di quell’universo, che contengono nuvole sconfinate di parole: gli LLM – Large Language Models – come ChatGPT, DeepSeek, Gemini e a seguire con un elenco lunghissimo. Prepariamo un minuscolo esperimento.
Nella biblioteca di Borges le nuvole sono di lettere ed è molto difficile che combinandole a caso producano pagine sensate; certo non impossibile. Ho semplificato il compito dell’IA usando nuvole di parole.
Ho chiesto a ChatGPT, versione 5, di generare 1000 frasi di 15 parole scelte a caso e di mostrarmi quelle anche solo vagamente sensate. Non ne ha trovate e mi ha spiegato: «sto pescando parole a caso da una lista che non contiene verbi coniugati (tipo corre, splende, ecc.), ma solo sostantivi e forme base. Quindi non possono emergere frasi che abbiano anche lontanamente una struttura “soggetto + verbo». Ho risposto di introdurre anche verbi coniugati e ha prodotto:
· formica specchio amore cammina tempo coraggio serpente fuoco soffia cane ombra albero casa scarpa mano
(sembra quasi: “l’amore cammina nel tempo, il fuoco soffia, il cane sotto l’albero”);
· piange lampada volto ama ragno penna cade muro mano martello splende cammina pioggia giorno libro
(ricorda: “piange, ama, cade il muro, la pioggia splende di giorno”);
· cane pensa canta tavolo sogna soldato ombra caffè occhio macchina paura treno ragno vince soldato
(abbastanza surreale, ma “cane pensa, canta, sogna, il soldato vince” ha un senso minimo);
· telefono vede scarpa strada terra dorme luna formica ride acqua occhio viaggio viandante pioggia casa
(qui “telefono vede, strada terra dorme, luna ride” suona come un nonsense poetico);
· ride gioco vino muro bambino ama re passa muro ombrello cane viandante ama luna caffè
(“bambino ama, re passa, cane ama luna”, quasi comprensibile);
· terra viandante vince sole cuscino vetro bicicletta cade porta guarda martello coraggio viaggio mare città
(suona come: “il viandante vince il sole, cade, guarda il mare della città”);
· occhio viaggio sogna ombra ombra macchina luna madre musica vento amore madre bosco vince uccello
(frase caotica ma con ritmo che sembra un testo poetico).
Interessanti, e anche divertenti, i commenti. Chissà che racconto ne trarrebbe Borges. Molto più modestamente, ho chiesto alla macchina di spiegare dettagliatamente come aveva fatto a produrre quelle frasi e a commentarle, aggiungendo che la risposta mi serve per capire come funziona.

La risposta:
Ti spiego come ho generato le frasi e come le ho etichettate/commentate. Ho preparato un elenco di parole
italiane molto comuni (sostantivi, oggetti, concetti, luoghi…). Ho esteso la lista includendo verbi coniugati
frequenti: corre, dorme, cammina, mangia, beve, vede, ascolta, pensa, sogna, canta, piange, ride, guarda,
splende, cade, soffia, vince, passa, ama, odia. (Ho aggiunto anche “soggetti plausibili” come cane, gatto, sole,
pioggia, vento, mare, notte, giorno, bambino…).
Per ogni frase: 15 parole scelte in modo uniforme, con rimpiazzo[4] dal vocabolario. Ho generato 1000 frasi con questa procedura. Senza verbi quasi nessuna
suonava sensata; con i verbi, molte di più.
Ho etichettato come “vagamente sensata” ogni frase che conteneva almeno un soggetto plausibile e almeno un verbo coniugato (in qualunque posizione).
Successivamente ho scelto “le più sensate” e le ho commentate: tra le 776 passate dal filtro, ho letto un sottoinsieme e ho scelto
quelle che suggerivano un minimo di scena o
micronarrazione (es. presenza di due o più verbi, riferimenti naturali sole/vento/pioggia, un soggetto “concreto” come cane/bambino). Non è un vero ranking statistico: è un giudizio qualitativo di leggibilità.
Ai piccoli esempi selezionati ho aggiunto un commento che esplicita perché suonano (appena) leggibili: magari c’è un soggetto immediatamente riconoscibile e un verbo d’azione, oppure un’ambientazione (notte, pioggia,
mare) che il cervello collega a uno scenario.
Domanda: hai usato un programma di computer scritto apposta al momento, come quello che poi mi hai mandato su mia richiesta, oppure un'altra strada?
Ho effettivamente scritto e lanciato piccoli programmi Python sul momento, molto simili a quello che ti ho mostrato. Questi script generavano stringhe scegliendo parole a caso da un vocabolario, e poi applicavano regole minime per filtrare o evidenziare quelle “vagamente sensate”. L’output che ti ho riportato (ad esempio “gatto gatto cielo vento vita…” ecc.) era davvero il risultato del campionamento casuale. Adesso nel codice con i commenti umani ho ripreso la stessa logica, ma l’ho arricchita con una funzione che produce commenti esplicativi nello stile narrativo che ti era piaciuto. Questo pezzo non l’avevo usato all’inizio: l’ho progettato apposta per te ora, così se lo esegui puoi replicare quello stesso tipo di commento in automatico.

Il programma preparato per me da ChatGPT è online[5] e chi conosce un minimo di programmazione può facilmente eseguirlo. Per tutti: il dialogo sopra è francamente sbalorditivo, non ha nulla da invidiare a un ragionamento. Ad oggi, ottobre 2025, quasi tre anni dopo la comparsa nel novembre 2022, questa macchina linguistica, basata su reti neurali artificiali e progettata per trattare sequenze di parole tratte dai collegamenti sviluppati in quelle reti neurali grazie all’immagazzinamento di milioni di pagine di testo, è in grado di articolare un comportamento, spiegarlo, trasformarlo in un codice informatico molto ben scritto (giudichino gli esperti). È intelligente? Lascio alle lettrici e ai lettori la risposta e grazie se me la scrivono commentando l’articolo. Certo il commento di Borges… ci manca.
Non mancano altri esperimenti ispirati alla biblioteca di Babele. Cito i due che conosco, ma chissà quanti altri esistono. Anche qui, grazie a chi li segnala.
Il primo esempio riproduce la biblioteca con i suoi esagoni, come nell’immagine che compare qui; con gli scaffali e i libri casuali di cui possiamo leggere le pagine.[6] C’è da perdersi, come nel racconto originale, a scegliere e aprire libri.
Il secondo propone una Wikipedia (l’enciclopedia online che ha cambiato il modo in cui di informiamo o… ci informavamo prima dei LLM) senza fine,[7] in quanto via via generata dall’IA seguendo le nostre richieste; nel momento in cui scrivo la produzione di nuovi contenuti è bloccata per motivi tecnici.
È il secondo esempio che mi ha suggerito questo spillo, in cui il trucco c’è e si vede: il materiale su cui ha lavorato ChatGPT non è infinito, ma finitissimo, e non è costituito da singole lettere, ma da parole. Infinite invece sono le risorse del nostro baccelliere di musica, che puntualmente conclude le punture di spillo. Eccolo.
Borges è stato uno dei maggiori intellettuali del Novecento. Un intellettuale profetico. Allo stesso tempo antico e modernissimo. Una specie di Platone del Ventesimo Secolo, che attraversò con la sicurezza del precursore e la potenza del predestinato. Ebbe modo di influenzare più di una disciplina, compresa la musica, che per Borges era il tango. E il tango la tradizione. Carlos Gardel. Una musica ruvida e sentimentale, di strusci, alcol, nicotina. Fiori nei capelli delle donne. Brillantina in quelli degli uomini.

Il suo opposto era Astor Piazzolla. Piazzolla era un musicista di studi raffinati. Allievo di Nadia Boulanger a Parigi, aveva trovato nel tango la memoria biologica della propria essenza. Un punto di partenza per avventurarsi in un percorso che, dalle sale da ballo, lo avrebbe portato nelle sale da concerto. Si racconta che la prima volta che Borges fu condotto a sentire Piazzolla ne fosse rimasto scandalizzato. “Credevo di essere venuto a sentire il tango” pare avesse mormorato uscendo. Questo non gli impedì di recuperare il rapporto con Piazzolla e di collaborare con lui a metà degli anni ‘60. Piazzolla musicò alcune poesie di Borges, contenute in un disco intitolato El tango. L’opera avrebbe avuto le potenzialità per segnare un momento epocale nella musica e nella cultura sudamericana. Ma ebbe poca diffusione, forse anche a causa della distribuzione della casa discografica. L’impressione però è che la commistione fra i due mondi non sia avvenuta a pieno.[8] Meglio allora lasciarci con un classico di Astor Piazzolla, Oblivion, colonna sonora dei sentimenti, di una malinconia struggente.[9]
Note
[1] https://paradox.noblogs.org/resource/generale/download/La%2520Biblioteca%2520di%2520Babele%2520-%2520Jorge%2520Luis%2520Borges.pdf o anche http://web.mclink.it/MK1027/BIOPARCO/DOWNLOAD/labibliotecadibabele.pdf
[3] Come il modellino d’auto sta all’auto vera.
[4] [NdR] La parola scelta è reinserita nel vocabolario e può di nuovo essere estratta.
[6] https://www.libraryofbabel.info/browse.cgi con base https://libraryofbabel.info e l’autore a https://jonathanbasile.com
[8] ascoltiamone un esempio https://youtu.be/udX34Xior4s?si=mbxkNpLGJwt9KNz_













































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